BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Renzi-Draghi-Weidmann, le "grandi manovre" auspicate in Germania

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Pazzi a cui si sono affidate le sorti del mondo, esattamente come accaduto in America con la politica della Fed, il cui unico risultato è stato gonfiare gli indici e garantire miliardi a Wall Street attraverso emissioni allegre e buybacks azionari come se non ci fosse un domani, mandando però in recessione l'economia reale un'altra volta. Recessione, altra parole che comincia a fiorire nei titoli di queste pagine, quando solo fino a dicembre la usavo solo io, il gufo. Vogliamo parlare della Cina, un casinò a cielo aperto? Paradossalmente, la Borsa è forse il problema minore, visto che a fare potenzialmente implodere quel mercato sarà la bolla immobiliare, al netto del fatto che in quel Paese il 75% delle ricchezza dei cittadini è investita nel real estate, parliamo di un elefante pari al 15% del Pil: per capirci, durante la bolla immobiliare Usa del 2006-2008 si raggiunse negli Stati Uniti una ratio del 5% sul Pil. E sarà un po' dura sgonfiare ordinatamente quella bolla con le banche che non prestano più denaro perché le sofferenze stanno crescendo a dismisura e sul mercato ci sono qualcosa come 10 miliardi di piedi quadrati di immobili sfitti. Anche in questo caso, il più classico caso di boom da mal-investment della Scuola austriaca di economia che ora si appresta a scoppiare.

E a proposito di sofferenze, che dire della nostra Italietta anche ieri sotto attacco dei mercati? A dire il vero è stata tutta Europa a schiantarsi, ma ovviamente a livello interno ha fatto paura l'apertura di Piazza Affari a -2,39% e il titolo Mps che non riusciva a fare prezzo e attorno all'ora di pranzo, quando è rientrata in contrattazione, si schiantava del 18%. Speculatori brutti e cattivi? Sicuramente, ma se uno specula, se ti attacca ribassista lo fa perché conosce - o pensa di conoscere - le tue debolezze, non lo fa tirando la monetina. E dall'ultimo rapporto dell'Abi scopriamo che in Italia le sofferenze bancarie sono al 16,7% degli impeghi, contro il 2% di Regno Unito e Germania, il 4% della Francia e il 9% della Spagna. Di più, siamo a quota 200 miliardi di sofferenze cui vanno uniti altri 150 miliardi di incagli: insomma, il nostro sistema bancario tanto solido siede su 350 miliardi di crediti deteriorati e circa 400 miliardi di debito pubblico in detenzione. In un contesto di tensione e volatilità globale, voi non andreste short su un settore simile?

E se è vero che la Germania ha utilizzato 280 miliardi di soldi pubblici per salvare le sue banche prima che entrasse in vigore quella genialata chiamata bail-in, votato da tutti i partiti che ora strepitano e che le banche spagnole sono state salvate con 41 miliardi di Fondo europeo cui ha partecipato anche l'Italia, bisognerebbe chiedere ai nostri governanti di ieri e di oggi perché hanno aspettato fino all'esplosione del caso Etruria e Co. prima di intervenire. E Bankitalia e Consob, le quali sapevano da almeno due anni che Etruria era un pozzo senza fondo, ma le hanno concesso ugualmente di emettere le tanto vituperate obbligazioni secondarie, di fatto dando vita a un aumento di capitale mascherato piazzando carta igienica agli investitori?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >