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SPY FINANZA/ Renzi-Draghi-Weidmann, le "grandi manovre" auspicate in Germania

Pubblicazione:giovedì 21 gennaio 2016

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Direte voi, come si poteva sapere? Si poteva, perché prima del crollo Lehman le sofferenze bancarie in Italia erano già a quota 41 miliardi di euro, ragione per la quale nel 2009 si è dato vita ai cosiddetti Tremonti-bond proprio per migliorare la capitalizzazione Tier 1 delle nostre banche in un periodo di piena recessione che avrebbe visto tagliati i prestiti e quindi aumentare le sofferenze da parte di cittadini e soprattutto imprese in crisi. Adesioni di massa? Assolutamente no, la gran parte delle banche italiane - anche quelle salvate o che ora annaspano a -10% quotidianamente - disse di no, che i conti erano a posto, che il sistema era solido. Come sempre, si è nascosta l'immondizia sotto il tappeto e ora quella stessa immondizia ha invaso l'intero settore e presenta il conto attraverso gli attacchi speculativi.

Se poi il nostro sistema è così sano, perché sul finire dello scorso anno la britannica Barclays è scappata a gambe levate dall'Italia dopo aver fatto uno shopping selvaggio di filiali negli anni precedenti, cedendo oltre 90 filiali a Mediobanca e pagando anche 2 milioni a sportello pur che Che Banca li acquistasse? Qualcuno di chi oggi grida unicamente al complotto, ma è stato serenamente in silenzio fino a poco fa, sa darmi una risposta? Non sarà che il nostro sistema non è affatto né sano, né solido come ci dicono e occorre questa dannata bad bank prima di finire a zampe all'aria come sistema Italia o quel che di esso resta dopo anni di indebitamento e zero investimenti?

Dopo la riforma delle popolari, inoltre, ora il governo si lancia nel cambio di governance delle Banche di credito cooperativo (Bcc), le quali sono in condizioni tali da vedere una banca su dieci avere le sofferenze sopra il 20% degli impeghi: auguri nel metterci mano proprio ora. E anche le famose banche del territorio, non avranno abusato un po' in prestiti e fidi all'amico del cugino del cognato del politico o notabile di turno? Pensate che Banca Etruria sia l'unico caso del genere nel contesto delle popolari italiane?

Lungi da me difendere l'Europa, ma prima di scoprirsi euroscettici di comodo come il governo italiano, il quale ora vede arrivare il redde rationem delle sue bugie e maschera i fallimenti delle sue riforme e manovre in deficit con lo spaventapasseri dell'Ue matrigna, bisognerebbe fare un bell'esame di coscienza. Tutti. E attenzione, perché ieri lo spread tra Btp e Bund è salito fino a 120 punti, si tratta del massimo da settembre 2015 con un rendimento del decennale italiano all'1,61%. Roba da ridere rispetto al 7% e oltre dell'inverno 2011, ma attenzione, perché l'aumento del differenziale è dovuto al fatto che il rendimento del Bund decennale sta calando ai minimi da maggio, visto che gli investitori stanno tornando a rifugiarsi negliassets sicuri visto il ritorno dell'avversione al rischio sull'azionario.

Cosa farà ora Mario Draghi, unico responsabile della pace dello spread finora? Non è che si è deciso di sacrificare Matteo Renzi sull'altare di un nuovo shopping in Italia da parte di francesi e tedeschi? Magari proprio con il buon Draghi a succedere al giglio appassito a Palazzo Chigi e Weidmann, capo della Bundesbank, nuovo governatore della Bce prima dell'autunno? Sarebbe il sogno e il progetto della Germania che si realizza, ma anche la fine dell'Ue come la stiamo vivendo. Quasi, quasi lo auspico. Anche se il prezzo da pagare sarà enorme.



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