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SPY FINANZA/ Da Mps a Deutsche Bank, le "manovre" da monitorare sui mercati

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Ma chi ha attaccato Mps non voleva solamente guadagnare al ribasso, prima con le vendite allo scoperto e poi attraverso opzioni put che obbligavano la banca che le emetteva a scaricare titoli Mps per coprire la posizioni (in questo caso la banca non viola il divieto di vendita), bensì renderla un boccone a costo pressoché zero, come ha confermato il premier nell'intervista al principale quotidiano economico italiano. E sapete perché? Non c'è bisogno di aspettare marzo per sapere come amplierà il piano di Qe la Bce, come ha annunciato giovedì Draghi, ve lo dico io adesso. A marzo l'Eurotower annuncerà l'inserimento nel paniere di assets eligibili per l'acquisto anche le obbligazioni bancarie, il tutto attraverso una ridefinizione delle stesse come asset class in preferred capital e con la garanzia di mamma Bce che compra, tutto torna a posto e non si vedranno più i casi Etruria e Banca Marche. I quali, sappiatelo, non sono stati solo frutto di malagestione o truffe agli sportelli, ma sono stati fatti scoppiare apposta e a orologeria, in piena introduzione di bail-in per spaventare la gente, dare l'esempio e levare di torno ogni possibile opposizione al piano che vede in sintonia Renzi e Draghi: la ridefinizione del sistema bancario italiano attraverso fusioni, aggregazioni e acquisizioni. 

Ancora l'altra sera da Bruno Vespa, Matteo Renzi ha ribadito che in Italia ci sono troppe banche e molti analisti continuano a ripetere che queste pesano troppo sull'indice Ftse Mib. Qualcuno, a vostro modo di vedere, ora potrà dire no alle scelte del governo, a partire dalla riforma del Credito cooperativo? Chi avrà il coraggio di affrontare il fuoco di fila di chi lo additerà come traditore della patria e potenziale detonare di nuovi casi Etruria o Mps? Serve fare rumore, serve creare cortina fumogena, ma, soprattutto, serve spaventare. E guardate che i mega-acquisti su Mps di giovedì e ieri hanno visto attivi anche molti fondi italiani, i quali si lanciano su prelibate obbligazioni subordinate (rendimenti stellari, visto che martedì il bond subordinato Mps settembre 2020, cedola 5,6%, ha ceduto altre 10 figure, scendendo al prezzo di 51,50 con un rendimento ormai al 24%, quando solo a inizio gennaio rendeva il 7,5%) con la certezza che nulla di brutto potrà accadere ora che Draghi veglierà sul sistema bancario. 

Ieri sul quotidiano La Stampa, l'inviato a Siena Gianluca Paolucci scriveva che il crollo di Mps era stato deciso a tavolino da tre fondi americani. Curioso, per due motivi. Primo, un retroscena da Oltreoceano svelato da un'inviato a Siena: quindi un insider dell'istituto toscano era informato e lo ha spifferato al giornalista? Oppure trattasi di telepatia? Secondo, La Stampa è oggi diretta da Maurizio Molinari, per molti anni corrispondente prima dagli Usa e poi da Israele. Insomma, uno che di entrature ne ha parecchie dove conta. Non stupisce quindi che il suo giornale abbia avuto la dritta, ma stando alla ricostruzione del giornale torinese alla base di tutto ci sarebbe il calcolo fatto la scorsa settimana sulla garanzia pubblica ipotizzata per le sofferenze di Mps. Una percentuale tra il 18% e il 20% a carico della Cassa depositi e prestiti, un'indiscrezione che ha trovato conferma in ambienti governativi. Di più, nell'articolo si offre conferma del fatto che il ministero dell'Economia e delle Finanze tiene da tempo un canale aperto con alcuni grandi hedge fund per la partita della bad bank, nell'ottica di trovare acquirenti per i prestiti deteriorati delle banche italiane. 

Insomma, fatti due conti, dati i 24 miliardi di sofferenze nette della banca senese e i circa 10 miliardi di patrimonio netto, quella garanzia copre fino a 4-5 miliardi, quindi ne mancano una decina: situazione che vede il capitale di Mps valere zero. Da qui l'operazione, stando al quotidiano: scommessa al ribasso sul titolo. Non so a voi, ma a me questa ricostruzione, credibile, pare un chiaro messaggio in codice prima che un articolo per informare: deve saltare qualche testa, magari proprio al Mef. 


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