BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA/ Lannutti (Adusbef): va abolito, è un atto di brigantaggio

Per ELIO LANNUTTI, inserire il canone Rai 2016 in bolletta significa ritornare ai tempi del brigantaggio, quando bisognava pagare assolutamente il passaggio su certi ponti

InfophotoInfophoto

«Inserire il canone nelle bollette elettriche, facendolo pagare anche qualora non si possieda una tv, significa ritornare ai tempi del brigantaggio, quando bisognava pagare assolutamente il passaggio su certi ponti». Lo rimarca Elio Lannutti, fondatore e presidente di Adusbef, ex senatore dell’Italia dei Valori e attualmente iscritto all’M5S. Il governo ha deciso che a partire da quest’anno sarà inserito in bolletta un canone da 100 euro. Il canone farà riferimento allo stato di famiglia, e per esserne esentati bisognerà presentare un apposito modulo che al momento però non è ancora disponibile.

Siete d’accordo con la modalità del canone in bolletta e con l’importo da 100 euro?

Assolutamente no. Abbiamo già comunicato ufficialmente insieme a Federconsumatori che inserire il canone nelle bollette elettriche, facendolo pagare anche qualora non si possieda una tv, significa ritornare ai tempi dell’oscurantismo. Si dà per scontato che chi ha un’utenza elettrica debba per forza avere una tv. Stiamo ritornando ai tempi del brigantaggio, quando bisognava pagare assolutamente il passaggio su certi ponti.

Il nuovo canone farà riferimento allo stato di famiglia. Se ci sono tre studenti in un unico appartamento pagheranno tre volte?

C’è anche questo rischio. Mentre prima il canone era uno solo anche se una persona aveva due o più abitazioni, adesso se per qualsiasi esigenza ci sono tre o quattro studenti che vivono insieme, oppure in una famiglia ci sono due persone che per le ragioni più svariate hanno una residenza diversa, devono pagare più volte.

Chi ha evaso in passato e ora si trova il canone in bolletta dovrà pagare anche gli arretrati?

Bisognerà vedere che cosa dice l’Agenzia delle Entrate, ma non è escluso che ciò avvenga. È possibile che ci sia un effetto retroattivo. Questo è un governo che cerca sempre di trovare nuove risorse, e non di tagliare gli sprechi della Pubblica amministrazione e di ridurre il debito pubblico. Nello stesso tempo dobbiamo pagare il salvataggio delle banche ed elargire 63 miliardi di euro al Fondo Salva Stati. Se per paradosso il prezzo del petrolio dovesse andare a zero, ogni litro di benzina o di gasolio sarebbe gravato da un euro di tassazione.

Voi chiedete di ridurre il canone o di abolirlo?

Abolirlo. Non ha senso far pagare per una tv pubblica lottizzata, che invece di fare informazione propina i consigli per gli acquisti, che invece di fare educazione spaccia i pacchi in prima serata con “Affari tuoi”. Il tutto mentre, ed è questo il paradosso, la tv commerciale fa informazione con Striscia la Notizia.

Anche la Rai fa informazione con “Che tempo che fa”…


COMMENTI
25/01/2016 - Pubblicità gratuita al canone RAI (Giorgio Antonaci)

Ringrazio l'occasione di questa intervista, della quale condivido tutto, ma proprio tutto - salve le affermazioni sui 5 stelle, dei quali ho apprezzato le intenzioni da "movimento", ma non il fannullismo politico una volta conquistata una grande, forse inattesa, quanto, a conti fatti, inutile, fetta di potere (impreparazione?), - per porre, finalmente a una sede competente, il mio disappunto sull'utilizzo del pubblico denaro, il canone obbligatorio, per interessi privati, corrispondenti alla pubblicità al pagamento del canone stesso, per mesi, mesi e mesi: prima in vista della scadenza, poi per la modesta sovrattassa, poi perché non pagarlo è violazione di legge ("sii ritardatario, non evasore"). Credevo, da quest'anno, che ci fossimo affrancati da questa vergogna. Mi sbagliavo. Durante le mie remote (1960/65) comparsate in tv per aiutare mio padre nel fronteggiare le onerose spese universitarie, ricordo che un minuto costava tre milioni delle vecchie lire: perché ci dobbiamo addossare questo scandalo? È configurabile un ricorso al TAR da parte di un'importante e sensibile istituzione vicina alle esigenze dei cittadini come l'Adusbef? Gradirei una risposta tempestiva su queste pagine. Con viva cordialità. Giorgio Antonaci.