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ROHANI IN ITALIA/ Saipem, Alitalia, Danieli, ecco gli "ostacoli" per gli affari con l'Iran

Pubblicazione:martedì 26 gennaio 2016

Hassan Rouhani (Infophoto) Hassan Rouhani (Infophoto)

L’economia iraniana in questi anni è stata sommersa da beni cinesi, in quanto questi ultimi non erano sottoposti a sanzioni. Gli iraniani vorrebbero certamente importare anche beni europei, ma si sono abituati per anni ad acquistare da Pechino e quindi per le imprese italiane non sarà semplicissimo scalzare quelle cinesi. Il mercato iraniano peraltro è potenzialmente interessante, perché l’Iran è la diciottesima potenza mondiale in termini di Pil valutato al potere d’acquisto: quindi è un’economia importante.

 

Sul piano politico, secondo lei l’Iran è un interlocutore affidabile?

Sul piano politico l’evoluzione dell’Iran non è ancora completa. Il prossimo 26 febbraio in Iran si terranno le elezioni legislative. Questo voto sarà molto importante perché eleggerà l’organo supremo: bisognerà quindi vedere come andrà a finire. Queste elezioni non dipendono solo da come votano gli iraniani, perché ogni candidato deve essere preliminarmente accettato. In questo momento moltissimi candidati progressisti non sono stati messi nelle liste.

 

Qualche settimana fa Renzi si è recato a Riyad. L’Italia può permettersi di fare affari sia con l’Arabia Saudita sia con l’Iran, storicamente due Paesi rivali?

Non penso che ciò avrebbe ripercussioni forti nell’immediato. Certamente il problema maggiore ce l’hanno gli Stati Uniti, che sono il partner principale dell’Arabia Saudita. Dal momento però che gli Usa lasceranno in piedi molte sanzioni nei confronti dell’Iran, il problema in parte dovrebbe essere attenuato. Sarà quasi impossibile vendere armamenti all’Iran, sia perché le sanzioni non lo prevedono, sia perché il fatto di avere come principale alleato l’Arabia Saudita lo rende ancora più difficile. Finché però l’Italia vende lavatrici o scarpe è un altro discorso.

 

(Pietro Vernizzi)



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