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SPILLO/ Schengen, debito, banche: l'Europa reale non concede tregua a Renzi

Pubblicazione:martedì 26 gennaio 2016

Jean-Claude Juncker (Infophoto) Jean-Claude Juncker (Infophoto)

Renzi dal canto suo, impegnato a firmare accordi economici con il presidente iraniano Rouhani, ha dovuto trovare il tempo di premere sul sistema bancario perché si ristrutturi in fretta via aggregazioni. Non c'è nulla da fare: anche dietro la cauta difesa tattica stesa da Mario Draghi, l'Italia non può permettersi altre giornate di passione attorno a Mps. In Borsa del resto, ieri è tornata l'eco dei tonfi: per il Monte, per UniCredit, per molte Popolari. E a nord del continente, a Londra, proprio ieri il governo Cameron è tornato a chiedere "regole meno stringenti" (per le banche della City...) per scongiurare il rischio-Brexit. Il referendum britannico sull’Ue, le elezioni presidenziali in Francia nel 2017 e quelle politiche in Germania. Può stupire che il "nocciolo duro" dell’Ue abbia deciso che nei prossimi due anni l'Europa comincerà ad essere un po' meno Europa? Può sorprendere che il direttore generale del Fondo monetario internazionale, la francese Christine Lagarde, sia preoccupata di Schengen al pari dell'euro? Sono la stessa Europa. Che sta emarginando l'Italia di Renzi.



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