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BANCHE / Autoriforma delle Bcc: tutto pronto per il via libera del Governo

Pubblicazione:mercoledì 27 gennaio 2016

Il leader del Credito cooperativo italiano, Alessandro Azzi Il leader del Credito cooperativo italiano, Alessandro Azzi

Tutto è pronto per la riforma del Credito cooperativo italiano, che domani sarà piatto forte di un Consiglio dei ministri esclusivamente “bancario”: che dovrebbe comprendere in agenda anche provvedimento (a firma congiunta Giustizia-Mef) per accelerare le procedure concorsuali e di riscossione dei crediti deteriorati. E’ stato invece il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ad annunciare che ci vorrà ancora qualche giorno per il decreto sui rimborsi ai risparmiatori “traditi” nei dissesti di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti.

Domani la ribalta sarà intanto tutta per le 365 banche di credito cooperativo e per la loro autoriforma, che il ministero dell’Economia si accinge a recepire pressocché integralmente nel decreto. Lo ha lasciato intendere chiaramente il ministro Piercarlo Padoan, invitando fra l’altro a non attendere troppe analogie fra l’identikit del nuovo Gruppo Cooperativo Nazionale italiano e il francese Crédit Agricole. E'stata proprio la misura delle somiglianze con il modello francese la ragione presumibile di qualche settimana di ritardo nel varo di una riforma in vista della quale la Federcasse - presieduta da Alessandro Azzi, riconfermato nella carica lo scorso novembre - aveva completato i propri “compiti a casa” già lo scorso luglio.

Da un lato il Credito cooperativo italiano avrà una nuova holding operativa come la Banque Verte transalpina: prima ancora del decreto, Federcasse, Iccfea Holding e la Cassa Centrale Banca di Trento hanno espresso l’intento congiunto di dar vita a una new company entro la quale sarà strutturata la capogruppo. Quest’ultima sarà una Spa controllata dalle stesse Bcc, anche se il capitale – inizialmente di un miliardo - verrà aperto ad altri investitori di minoranza nella prospettiva della quotazione in Borsa.

Diversamente dal Credit Agricole, le Bcc manterranno invece la storica autonomia – e quindi la licenza bancaria - sebbene declinata secondo la nuova categoria della “meritevolezza”. In concreto, un nuovo meccanismo di garanzie incrociate (un “patto di coesione” finalizzato alla solidità patrimoniale complessiva del gruppo) porterà le banche con migliori standard di bilancio a godere di una maggiore autonomia. Il mantenimento evolutivo della radice storica (autonomia e mutualità) era stata posta dalla Federcasse come principio-guida dell’autoriforma: che è stata alla fine condivisa sia all’interno del sistema-Bcc, sia da Banca d’Italia e Tesoro.

L’appartenenza al nuovo gruppo sarà volontaria ed è già stata prevista l’articolazione di un sottogruppo per la Casse Raiffeisen della Provincia autonoma di Bolzano. Viceversa, una Bcc che non desiderasse partecipare al Gruppo nazionale dovrà trasformarsi in Spa o in Popolare, ma dovrà devolvere le riserve patrimoniali accumulate in regime fiscalmente agevolato. Il decreto dovrebbe fissare un termine per il compimento della “migrazione” delle Bcc (le grandi Popolari hanno avuto 18 mesi per la trasformazione in Spa) mentre parecchi aspetti applicativi saranno prevedibilmente lasciati a regolamenti e direttive della Vigilanza Bankitalia.



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