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Economia e Finanza

INCIUCI & MEDIA/ Il "patto segreto" Elkann-De Benedetti su Repubblica e La Stampa

John Elkann (Infophoto)John Elkann (Infophoto)

Il problema, per l'Ingegnere, è però oggi duplice: da una parte, sa che i suoi figli - soprattutto Rodolfo, che lo ha affiancato prima e sostituito poi al vertice del gruppo -non hanno la stessa passione per l'editoria che ha lui. Non hanno, diversamente da lui, potuto misurare direttamente sulla propria pelle cosa vuol dire avere o non avere un grande giornale dalla propria parte quando si combattono guerre finanziarie internazionali (la Sgb), si negozia con il governo per gli ammortizzatori sociali (l'Olivetti), si tentano affari di sviluppo (la Sme), si deve replicare ad accuse che la Cassazione ha poi archiviato (l'Ambrosiano), ci si deve affermare come un imprenditore anti-corruzione nonostante i diversi sospetti del Pool di Mani Pulite.

E poi, al netto della reciproca riconoscenza "storica" tra De Benedetti e il quotidiano di Largo Fochetti, l'Ingegnere ha compiuto 81 anni (auguri per altri 100) e desidera giustamente costruire un futuro il più sostenibile che si possa per il gruppo editoriale che controlla. Da qui la disponibilità a valutare aggregazioni di rilievo.

Ma perché proprio La Stampa? In parte per quella certa affinità di riferimenti culturali - il Partito d'Azione e i suoi intellettuali - che c'è da sempre tra i due giornali, un'affinità che proprio Scalfari, in un editoriale a commento dei quarant'anni e del cambio della guardia al vertice, ha citato e ratificato. In parte per esclusione: una concentrazione diversa sarebbe all'atto pratico impossibile. Con il Corriere no, sia per ragioni antitrust, sia perché alla Rcs si sa che comanda il management, ma non è chiarissimo chi tra i soci si consideri depositario delle strategie future… Con i gruppi Riffeser e Caltagirone neanche, per evidente disomogeneità e distanza, politico-culturale. Con Il Sole 24 Ore, leader nell'informazione economica, un'alleanza genererebbe forse le minori sinergie. E dunque, la naturale confluenza non può che esprimersi tra Repubblica e La Stampa-Il Secolo. Tanto più che il tandem su cui i due quotidiani, quello torinese e quello genovese, hanno scelto di pedalare ha tagliato a quanto pare sin dall'esercizio 2015 il traguardo dell'utile di bilancio. 

I tempi? Per il primo "assaggio" dell'alleanza, un 10% di Stampa-Secolo all'Espresso contro magari un 2% dell'Espresso a Stampa-Secolo, basteranno pochi mesi, forse poche settimane. Per la fase due, c'è assai più tempo.

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