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PUNTO MERCATI / Piazza Affari non crede alla bad bank, ma tutta l'Europa è debole

Pubblicazione:giovedì 28 gennaio 2016

Borsa MIlano (InfoPhoto) Borsa MIlano (InfoPhoto)

Ennesimo crollo per le banche italiane in Piazza Affari: l'analisi del meccansimo di garanzia sullo smaltimento delle sofferenze - concordato martedì sera a Bruxelles dal ministro dell'Economia Piercarlo Padoan - non ha convinto i mercati. La stessa agenzia Fitch ha previsto un impatto limitato a beneficio dei gruppi italiani, sovraccarichi di oltre 200 miliardi di bad loans. Di qui la fine della tregua concessa nei giorni scorsi dalle Borsee la ripresa di una forte pressione al ribasso. Nessuna "blue chip" creditizia della Borsa di Milano è stata risparmiata da pesanti cadute dopo raffiche di sospensioni: Bpm ha ceduto il 9,81%, Mps  il 6,98%, Banco Popolare ill 6,10% e Ubi Banca del 5,85%. Penalizzate anche le due big:  UniCredit -6,48% (ai minimi da un anno) e Intesa Sanpaolo, che perde il 5,06%. In una seduta molto negativa per l'intero listino (-3,49%) un raro segnale positivo è giunto da Saipem (+1,82%) in fase di ricapitalizzazione. "Orso" invece per Fca, che dopo i conti ha perso un ulteriore 7,19%.

Segnali leggermente più positivi per il sistema-italia sono giunti dall'asta del Tesoro miliardi : BTp a 5 e 10 anni. Anche in questo caso i tassi sono calati dall'1,59% all'1,44% per il lungo termine e dallo 0,57% allo 0,42% per il medio termine. La domanda, in entrambi, è aumentata.In serata, tuttavia, lo spread sul secondario è risalito a sfiorare quota 109.

Dopo l'ennesima seduta nera per le borse asiatiche inoltre - il Csi 300 ha perso il 2,61% e il Nikkei lo 0,71% - tutte le Borse europee hanno registrato debolezze e ribassi: Francoforte a -2,55%, Parigi  a -1,42% e Londra a -l'1,06%.

Wall Street ha aperto con modesti rialzi, ma apparentemente senza direzione. Buoni risultati aziandali (Facebook) si sommano alla decisione dell'Arabia Saudita di tagliare la produzione di greggio (prezzo in risalita a 35 dollari) nel prospettare una fase non negativa: soprattutto dopo i segnali cautamente distensivi lanciati dalla Fed. Ma è ancora presto per vedere consolidarsi qualche tendenza. In surplace anche il cambio euro/dollaro in legegra salita a 1,095.



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