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SPILLO/ Riassetto bancario al bivio fra "piano regolatore" e mercato

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Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Al convegno Forex, tradizionale faccia a faccia annuale fra il governatore della Banca d’Italia e i banchieri, Ignazio Visco farà un punto della situazione pubblico dopo settimane di forti tensioni seguite alle quattro risoluzioni di fine novembre. In realtà, la rotta è già stata indicata una settimana fa da Mario Draghi, che in margine al primo consiglio Bce dell’anno è parso offrire qualche protezione alle banche italiane sotto forte pressione sia dalla stessa vigilanza Bce, sia dalle Borse. Ma è parso subito evidente a tutti che lo “scudo Draghi” (stavolta sul settore bancario e non sul debito pubblico) sarà di durata limitata e soprattutto sarà subordinato a effettivi colpi di reni da parte delle banche italiane.

Per questo non ha stupito la convocazione al Tesoro dei vertici di Bpm e Ubi: le fusioni bancarie - soprattutto fra Popolari a un anno dal varo della riforma - e la messa in sicurezza di Mps non possono più attendere. Senza contare gli altri dossier di tutte le dimensioni e temperature. Fra questi, non va certo dimenticato, quello della più grande banca del paese: UniCredit ancora a metà estate era abbondantemente sopra i 6 euro in Borsa, ieri ha chiuso a 3,7, due mesi dopo la presentazione di un nuovo piano industriale.



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