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SPY FINANZA/ Banche, le "fregature" in arrivo per l'Italia

Pubblicazione:giovedì 28 gennaio 2016

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Partiamo da un fatto, quanto ottenuto è come la statua dei Musei Capitolini: una fregatura inscatolata. Cosa abbiamo ottenuto? Un qualcosa di decisamente più complicato di una semplice garanzia statale e la faccia di Pier Carlo Padoan tradiva, fin dall'inizio, il disappunto e la delusione per quanto ottenuto. Non a caso, all'ora di pranzo Ubi Banca e Unicredit erano sospese dalle contrattazioni a Milano per eccesso di ribasso, rispettivamente a -5,6% e -3,7%. Come mai, se la soluzione è dietro l'angolo? Ecco cosa scriveva il ministero dell'Economia: «Lo Stato garantirà soltanto le tranche senior delle cartolarizzazioni, cioè quelle più sicure, che sopportano per ultime le eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese». Ovvero, la garanzia sarà riservata solo ai segmenti di maggiore valore e affidabilità dei pacchetti di prestiti deteriorati che le banche cercheranno di cedere agli investitori. Questi ultimi poi potrebbero rilavorarli in modo da metterli sul mercato come titoli strutturati (composti da tanti piccoli crediti), che offriranno un flusso di cassa in base ai pagamenti residui da parte dei debitori o dalla vendita dei beni che questi avevano posto a garanzia dei prestiti stessi. Insomma, una bella cartolarizzazione all'americana ,ma fatta con rigore europeo: si fa una bella salsiccia da piazzare sul mercato, ma non mischiando carni di diverso pregio, bensì solo mixando carni da un certo livello insù. Come dire che con gli scarti ci faranno il ragù le banche che se li terranno a bilancio. 

E ancora, la garanzia sarà condizionata al fatto che questi pacchetti di prestiti abbiano un rating di livello accettabile e potrà essere richiesta sia dall'operatore che compra questi pacchetti dalle banche, che dalle banche stesse se intendono rilavorare e mettere sul mercato direttamente i propri crediti in difficoltà. Nel comunicato, inoltre, il ministero dell'Economia spiega che il prezzo della garanzia sarà calcolato sulla base del prezzo delle assicurazioni in derivati, ovvero i credit default swaps, a favore di titoli obbligazionari di livello di rischio comparabile a quello di quei crediti deteriorati. 

In sostanza, ci saranno riferimenti di mercato automatici che determinano il valore delle garanzie, peccato che giochi il fattore tempo: più passano gli anni, più il prezzo della garanzia salirà per ogni singolo pacchetto di crediti cartolarizzati e messi sul mercato. Insomma, a cosa avrebbe detto sì l'Europa all'Italia in fatto di non performing loans dopo un anno di trattativa? Potete creare pacchetti di titoli composti da crediti deteriorati ma solo di buona qualità. A quale fine? Questi ultimi potranno essere comprati dalla Banca centrale europea nelle sue operazioni di Quantitative easing, ovvero acquisto di obbligazioni con moneta appena creata. 

E dove si annida la fregatura che ha schiantato in Borsa non solo Unicredit e Ubi Banca, ma anche Banco Popolare e Banca Popolare dell'Emilia Romagna? Il volume di titoli di questa qualità elevata rappresenta un'unghia nella montagna di credito malato delle banche italiane, il problema semplicemente non si risolve, se non a favore di chi compra quei crediti, solitamente gente che ama l'azzardo e l'alto rendimento e che invece ora si compra uno strumento ultra-controllato e investment grade. La scoperta dell'acqua calda, in effetti, pare meno banale. E perché, invece, Monte dei Paschi guadagnava? Perché Mps è tecnicamente fallita e questa finestra offerta dall'Europa non farà altro che accelerare l'arrivo del "cavaliere bianco" straniero che se la comprerà per un tozzo di pane e con il favore della Commissione europea. 


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