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SPY FINANZA/ Banche, le "fregature" in arrivo per l'Italia

Pubblicazione:giovedì 28 gennaio 2016

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Siamo alla vigilia della cannibalizzazione del nostro sistema bancario e non possiamo farci proprio nulla. Tanto più se questa logica a qualcuno piace, qualcuno che di nome fa Matteo e di cognome Renzi e che a ogni piè sospinto non perde occasione per ricordare come in Italia ci siano troppe banche e che è giunta l'ora di fusioni e acquisizioni per razionalizzare il comparto, il quale inoltre pesa troppo sul Ftse Mib. 

Ed ecco la parte più interessante della vicenda, ovvero quanto potrebbe aspettarci. Negli Stati Uniti le cosiddette "Big Four" (JP Morgan Chase, Bank of America, Wells Fargo e Citigroup), le principali quattro banche del Paese, insieme detengono il 45% di tutti i depositi del Paese, circa 4,6 triliardi di dollari. La quinta banca, US Bancorp, non si avvicina nemmeno, è un po' come la quinta squadra del campionato spagnolo di calcio che alla fine del girone di andata è già 20 punti dietro chi la precede: pur avendo 3151 filiali e 65mila dipendenti, ha infatti depositi per soli 271 miliardi di dollari. 

Ora guardate questo primo grafico, ci mostra come tra il 1990 e il 2010 negli Stati Unti 37 banche siano state inglobate dalle Big Four, siano sparite: il trionfo dell'M&A (merger&acquisition, fusioni e acquisizioni) che tanto viene invocato da Matteo Renzi. 

 

 

E quando è stata maggiore la frequenza di questo processo di consolidamento del settore bancario Usa? Durante la crisi finanziaria del 2008, quando le Big Four hanno fatto man basse di piccoli competitor che stavano andando a zampe all'aria per i prestiti subprime: Washington Mutual, Bear Stearns, Countrywide Financial, Merrill Lynch e Wachovia furono tutte acquisite in quel periodo. Ora guardate questo grafico, il quale - alla faccia dell'America terra dl liberismo - ci dimostra come le Big Four si siano garantite l'assenza di concorrenza a vita, visto che la creazione di nuove banche è scesa a zero esattamente come i tassi della Fed: tra il 2009 e il 2013 sono nate solo 7 nuove banche negli Usa. 

 

 

Cos'ha portato a questo fenomeno di "denatalità" bancaria? Semplice e lo dice uno studio della Fed del 2014: l'aumento delle regolamentazioni legato proprio alla crisi finanziaria. E come ci mostra questo ultimo grafico tratto da uno studio della George Mason University, negli ultimi 15 anni il numero di piccole banche negli Usa - le nostre popolari o Bcc - è sceso del 28%, mentre le grandi banche sono aumentate del 33% dal 2000 a oggi. 


 

Ecco a cosa servono le crisi, ad accelerare e rendere accettabile attraverso l'emergezialità processi che vengono spacciati come di consolidamento, ma che non sono altro che oligopoli che uccidono la concorrenza e danneggiano i consumatori. Capito perché la speculazione da una settimana picchia duro sul nostro settore bancario? Ma Renzi e il suo governo coprono la realtà come le statue dei Musei Capitolini. Per quanto ancora sarà possibile, però, non si sa. 



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