BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J'ACCUSE/ Sapelli: l'Europa è finita, usciamo dall'euro

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Così eccoci a porre in discussione il principio di libera circolazione delle persone su cui si regge tutta la costruzione europea. Ma si regge senza che ci sia stato mai su questo punto archetipale di tale importanza un confronto pubblico, uno spazio pubblico argomentativo come più volte ci ha ricordato inascoltato Jurgen Habermas. Tale spazio pubblico argomentativo non esiste perché il Parlamento europeo non conta nulla. E quindi oggi ci si trova dinanzi a un'Europa in crisi per ragioni morali prima che monetarie o tecniche, che non ha uno strumento di risoluzione dei problemi fondato sulla volontà dei popoli. E questo perché l'Europa si è costruita senza la diretta volontà dei popoli, ma attraverso un artificio barocco e tecnocratico che ha distrutto la legittimazione delle istituzioni europee appena queste si son dovute confrontare  non con le medie statistiche, ma con i popoli! Popoli in preda alla paura, all'angoscia che a loro volta altra paura e angoscia scatenano e che i fatti di Colonia hanno  rafforzato.

Se è iniziata la fine dell'Europa, essa sarà interminabile e dolorosissima, perché al dolore e alla pena in tutti questi anni l'Europa mai ha rivolto il suo sguardo, accecata dalle maschere dei cloni che proliferano e dominano nelle sue istituzioni. In questa luce i richiami che la Commissione rivolge non solo all'Italia ma anche ad altre nazioni sul problema del debito acquistano un che tra il farsesco e l'ignobile affronto: neppure la tragedia umanitaria riesce a superare l'ipostatizzazione del debito come male peggiore dinanzi a cui l'Europa si troverebbe. Il delirio del pareggio di bilancio sta portando l'Europa allo smembramento perché pone le basi di un negoziato di ritiro concordato dalle regole europee. 

Sarà difficile trasformare Schengen senza dare il via a un processo non di disgregazione anarchica ma di dissoluzione regolata dei trattati. A parer mio è l'unica via per evitare l'anarchia e una stagione di conflitti anche violenti tra inclusi ed esclusi in un approfondirsi dei contrasti interstatuali tra creditori e debitori.

L'Europa tecnocratica sta scivolando verso la fine. Non si tratta di un fenomeno negativo, ma invece da seguire e auspicare.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/01/2016 - Sapelli (delfini paolo)

Non è che sia finita l'Europa, è la ue-eurozona,cioè il tipo di Europa che hanno in mente le classi dominanti europee che sta fallendo (per fortuna ).

 
29/01/2016 - Migranti e rottura della UE (emilio manzato)

Analisi come al solito lucida e REALISTA.Sorrido pensando alle "scuse" presentate dall'ex premier progressista inglese Tony Blair per NON aver previsto alcun progetto successivo alla "progettata" caduta del regime di Gheddafi. Il progetto c'era: era di NON AVERE ALCUN PROGETTO perchè così si creava il caos nella regione con la conseguente massiccia migrazione che avrebbe portato a queste conseguenze . Conseguenze che "permettono" di giustificare la rottura dell'euro NASCONDENDO la VERA causa, così magistralmente fotografata da Sapelli. Ricordiamoci una delle massime che permettono al Vaticano di governarci : IL SEGRETO DEL SUCCESSO STA NELLA SEGRETEZZA.