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SPILLO/ La mossa del cavallo di Renzi sulle banche sgambettate da Fitch

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco (Infophoto) Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco (Infophoto)

Nella sostanza, a ventiquattr’ore dall’inedita convocazione dei vertici di Bpm e Ubi in via XX settembre, l’ipotesi di un’aggregazione a tre Ubi-Bpm-Mps sembra in stallo, anche se ha con tutta evidenza la sponsorizzazione della Bce. Certamente - e questo è un fatto nuovo - il Banco Popolare (candidato a una fusione teoricamente “alla pari” con Bpm) sembra in via di veloce declassamento al rango di gruppo “da salvare”, anche se non ai livelli d’emergenza di Siena. Se n’è avuta conferma inequivocabile in un duro articolo firmato sul Corriere della Sera da Federico Fubini, sempre molto informato sugli umori dell’Eurotower e di Draghi. Se il piano Bpm-Banco potrebbe comunque trovare perfezionamento (anche se in chiave di “salvataggio”), l’intervento della sola Ubi a Siena continua a sembrare problematico. Nel frattempo sembra acuirsi il “male oscuro” di UniCredit (un mix di sofferenze dell’attivo, reputazione calante, management non apprezzato dai mercati). E le due Popolari del Nordest (Vicenza e Veneto) devono ancora raccogliere due miliardi e mezzo di nuovi capitali. Il Fondo di risoluzione sta cercando infine di accelerare la vendita di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.

Fra ventiquattr’ore il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, parlerà pubblicamente ai banchieri riuniti, al convegno Forex. In un mondo “non normale” come quello che le banche italiane vigilate stanno vivendo al centro dell’Azienda-Italia, Visco dovrebbe avvertire brevemente ma perentoriamente che se le aggregazioni-stabilizzazioni non maturassero ad horas scatterebbero commissariamenti a raffica. Poi avvertirebbe che il tradizionale pranzo è cancellato e che il pomeriggio sarebbe dedicato a briefing operativi con i presidenti e gli amministratori delegati presenti. Tema unico: le fusioni da deliberare nei rispettivi consigli già lunedì. Meglio ancora domenica.

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