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DDL POVERTÀ/ Il piano del Governo con una "spinta" per i giovani

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Per quanto riguarda il punto b):

Razionalizzazione delle prestazioni, superando differenze categoriali e introducendo principi di universalismo selettivo nell'accesso, secondo criteri unificati di valutazione della condizione economica in base All'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee);

Previsione che le eventuali economie per la finanza pubblica derivanti dalla razionalizzazione di cui al presente comma siano destinati all'incremento del finanziamento del "Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale".

In merito al punto c):

Previsione di un organismo nazionale di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la partecipazione delle Regioni, delle Province autonome e delle autonomie locali e dell'Inps, presieduto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali;

Attribuzione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali delle competenze in materia di verifica e controllo del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantite su tutto il territorio nazionale;

Razionalizzazione degli enti strumentali e degli uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali allo scopo di aumentare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa;

Rafforzamento della gestione associata nella programmazione e gestione degli interventi a livello di ambito territoriale e definizione di principi generali per l'individuazione degli ambiti medesimi;

Promozione di accordi territoriali tra i servizi sociali e gli altri enti o organismi competenti per l'inserimento lavorativo, la salute, l'istruzione e la formazione; attivazione delle risorse della comunità e, in particolare, delle organizzazioni del terzo settore e del privato sociale impegnate nell'ambito delle politiche sociali;

Rafforzamento del Sistema informativo dei servizi sociali, del Casellario dell'assistenza e integrazione con i sistemi informativi sanitari e del lavoro.

Nel testo del Ddl in commento (art. 1 comma 5), infine, si legge che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dell'ultimo dei decreti legislativi di cui all'art. 1 comma 1, il Governo potrà adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse. La presente legge e i decreti legislativi di attuazione entreranno in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

In conclusione, la predetta norma sul contrasto alla povertà è strettamente connessa con quanto deciso nella Legge di stabilità. La platea e le risorse del piano povertà si basano, infatti, sulla Legge di stabilità. Ma alle risorse già previste in essa si potranno aggiungere quelle che potranno essere reperite dalle amministrazioni competenti (dunque Ministero del lavoro ed enti locali).

Ci si augura che il predetto intervento del Governo, basato sul principio dell'inclusione attiva, ovvero assistenza, né stabile, né permanente, ma complessiva alla persona in stato di povertà affinché la stessa con un progetto personalizzato possa essere inserita nel mondo del lavoro e possa uscire da quella condizione, sia il primo passo per invitare tutti, ma soprattutto i giovani, a rafforzare le competenze culturali, formative, professionali e quindi a compiere ogni sforzo per trovare un'occupazione e migliorare lo status quo.

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