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SPY FINANZA/ "L'azzardo" della Banca centrale giapponese

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Da mesi, ormai, mi chiedevo quale potesse essere la mossa errata in grado di far precipitare la situazione e porre fine a questa fase di follia finanziaria collettiva. Non è facile, infatti, riuscire a isolare il singolo errore fatale nella messe di azzardi che da almeno cinque anni le varie Banche centrali stanno compiendo per mantenere in vita il sogno keynesiano di un mondo che vive grazie al denaro stampato dal nulla. Finora ce l'avevano fatta, spingendo sempre più in là il limite dell'insondabile e arrivando a ottenere una fiducia tanto cieca quanto disperata da parte dei mercati, i quali in effetti hanno un unico Dio a cui rispondere e guardare: il profitto, non importa come lo si ottenga. Bene, penso di aver trovato una risposta alla mia domanda l'altra notte. 

La Bank of Japan ha infatti deciso di allentare ulteriormente la politica monetaria a sostegno dell'economia attraverso l'introduzione a sorpresa di tassi di interesse negativi. E a riprova di quanto vi ho detto in apertura, dopo forti oscillazioni, l'indice Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,8%, questo nonostante l'arrivo di alcuni dati macroeconomici decisamente deludenti di cui parleremo più avanti. La realtà economica non conta più, conta la narrativa delle Banche centrali e la loro capacità di rendere reali le favole. Ma, in sostanza, cosa ha deciso di fare il buon Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan e di fatto grande demiurgo della kora keynesiana dell'Abenomics? Ha portato il suo istituto in territori inesplorati, seguendo l'esempio lanciato dalla Bce con l'introduzione di tassi di interesse negativi (-0,1% da +0,1%) per i depositi in eccesso delle istituzioni finanziarie presso la Banca centrale. Una mossa accompagnata dalla promessa che, se necessario, i tassi diventeranno ancora più negativi: insomma, siamo già pazzi, ma impegnandoci riusciamo a diventarlo ancora di più. 

Direte voi, perché il Nikkei ha oscillato, prima di chiudere in rialzo e spianare la strada ai corsi positivi delle Borse europee? Perché quanto deciso dalla Boj smentisce nei fatti le indicazioni precedenti, ovvero un aumento degli acquisti in seno al Qe, magari ampliando ancora la platea degli assets eligibili all'acquisto dopo gli Etf e, soprattutto, è nato da una maggioranza risicata di 5 a 4 tra i membri del board. Sintomo che quattro persone con il sale in zucca, in Giappone, ci sono ancora. Nell'ambito dell'operazione sarà varato anche un sottosistema a tre fasce (tassi positivi, tassi zero e tassi negativi) per gli assets parcheggiati delle istituzioni finanziarie e sono state ridotte le stime sull'inflazione per l'anno fiscale che inizia ad aprile: come vi avevo anticipato nel mio articolo di due settimane fa, si passa dal +1,4% allo 0,8%. E il mitologico 2% che doveva essere raggiunto grazie ai miracoli dell'Abenomics? Rinviato, per l'ennesima volta e con il sempre valido alibi del continuo calo dei prezzi petroliferi, di altri sei mesi, ovvero intorno alla prima metà dell'anno fiscale 2017 (marzo-ottobre). 



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