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BANCHE E POLITICA/ Bad bank, il "falso mito" che illude l'Italia

Pubblicazione:domenica 31 gennaio 2016

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Ora, i crediti deteriorati delle nostre imprese fallite o decotte, avevano come garanzia i loro attivi, prevalentemente immobiliari, quasi sempre capannoni e opifici, oggi corpi spettrali nelle zone industriali della provincia italiana. Vorrei qui informare il lettore che non è vero che il nostro sistema bancario non sapeva fare il suo mestiere, le garanzie - nella prevalenza dei casi - le ha sempre avute, ed erano immobili, coerentemente con la mentalità italiana, della grande affezione al mattone. Il problema emerso in seguito e oggi ben presente è stata la mancanza della domanda, sia di nuovi o vecchi imprenditori, desiderosi di acquistare capannoni industriali o aziende per risanarle, sia di cittadini desiderosi di acquistare un immobile, la casa, per andarci a vivere o semplicemente per i figli, o per affittare e assicurarsi una rendita integrativa della futura pensione. La scomparsa della domanda - questo convitato di pietra - ha via via depresso i valori immobiliari -anche nelle aste giudiziarie e fallimentari - dei beni a garanzia, amplificando le perdite sui crediti deteriorati che, pertanto, sono lievitati.

Liberare il nostro sistema bancario dai crediti deteriorati e dalle correlate garanzie immobiliari non risolve il problema di fondo. Se è vero che le banche, smobilizzando questi crediti, ottengono liquidità e la possono impiegare nell’erogare nuovo credito alle imprese e alle famiglie, dobbiamo essere consapevoli che la richiesta di credito - in questo momento - è soddisfatta. E ancora: avere comunque capacità di erogazione non vuol dire commettere gli stessi errori del passato. Il credito deve essere erogato ad aziende sane e progettuali, a imprenditori innovativi e managerialmente preparati ad affrontare mercati globali complessi, e in questo momento, le nostre banche lo stanno facendo. Non certamente si può pensare di orientare o condizionare l’erogazione del credito per finanziare aziende decotte o settori - come quello delle costruzioni abitative - quando la domanda è assente e perdurerà nel prossimo futuro. Questo semplicemente per l’evoluzione demografica in atto: non nascono figli e quindi le unità immobiliari esistenti sono più che sufficienti nel prossimo futuro.

È pura retorica pensare di rivivere il boom degli anni Sessanta del secolo scorso. Infatti, gli occupati nel 1960 erano 20.392.000 a fronte di una popolazione di 50.025.000 persone. Nel 2010 gli occupati erano aumentati del 12% a 22.872.000 contro un aumento della popolazione del 21%. Tale differenza di popolazione è sempre più concentrata nella fascia di persone over 65 anni, si tratta cioè di persone che consumano risorse senza produrre ricchezza, e non hanno bisogno di nuovi alloggi, sono già proprietari, e li lasceranno in eredità all’unico probabile nipote. Ma d’altra parte, se il futuro si costruisce sulle nuove generazioni, sulla loro progettualità e sulle loro idee, meno giovani significa meno entusiasmo, meno creatività, meno imprese. Se poi i nostri attuali imprenditori, perdono la fiducia e non investono, cullandosi nella rendita, ci aspetta solo un inesorabile declino. Ecco il vero problema. 



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COMMENTI
02/02/2016 - I giovani non hanno altro tempo da perdere! (Silvano Rucci)

L'Italia si è incartata come un baco da seta. Era inevitabile non avendo curato lo sviluppo dell'Economia. Dagli anni 1962/63, dopo la scomparsa del grande italiano appassionato del lavoro, l'Ingegnere Enrico Mattei, è iniziato un declino economico fino alla miseria dei nostri giorni! Evidentemente occorre aiutare i grandi appassionati del lavoro come lui. Poi creare le condizioni affinché questi possano realizzarsi, togliendo la miriade di paletti che impediscono lo sviluppo e l'innovazione. Altra grave carenza è il fardello delle tasse che gravano su ogni attività esistente, con pesanti percentuali di prelievi che sono autentiche palle al piede da trascinare. La necessità impellente è dare la massima attenzione allo sviluppo economico da parte del potere politico! Mettendo l'economia al primo posto ogni giorno si potrà recuperare il tempo perduto, mentre i giovani che necessitano di un lavoro non hanno tempo da perdere! Le Banche dovrebbero essere più responsabili del proprio operato e non attendere di salvarsi dai fallimenti con i denari dei correntisti! Come mai i fallimenti dei correntisti non vengono salvati dalle banche?