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J'ACCUSE/ Bonanni: stiamo tornando indietro di 100 anni

Pubblicazione:domenica 31 gennaio 2016

Una culla vuota (Infophoto) Una culla vuota (Infophoto)

“Per la prima volta dopo la Prima Guerra Mondiale il numero dei residenti in Italia è in calo, e questo anche includendo gli stessi migranti. Intanto il governo si arzigogola con qualche zero virgola di Pil in più, mentre è il problema cui dovrebbe dare risposta è quello demografico”. A sottolinearlo è Raffaele Bonanni, ex segretario generale della Cisl e attualmente fondatore del movimento “Italia Più”. Nel corso del 2016 si prevede che l’Italia perderà 150mila residenti rispetto al 2015, e che tra 20 anni gli ultra 95enni in Italia supereranno quota 1 milione.

 

Bonanni, la situazione demografica del nostro Paese la preoccupa?

Secondo i dati del professor Blangiardo, la massima autorità italiana sulla demografia, è la prima volta in cento anni che il dato sui residenti nel nostro Paese è negativo rispetto all’anno precedente. Un calo demografico non si verificava dai tempi della Prima Guerra Mondiale. E’ una spia molto grave della condizione del Paese. C’è chi arzigogola ogni giorno sulla crescita del Pil nell’ordine dello zero virgola. Ma il test più importante sulla condizione italiana è quello sui residenti.

 

Il calo demografico è compensato dai nuovi flussi di migranti?

Lo stesso flusso di immigrati verso l’Italia sta calando di intensità: il fatto che non vedano più un’attrattiva nei confronti del nostro Paese significa che l’Italia ha dei problemi gravi sul piano economico e sociale. Nell’ultimo anno le stesse morti non sono state allineate con quelle degli anni precedenti, ma sono state in aumento. Ritengo che non si sia trattato di un fatto casuale. Da un lato oggi la sanità non offre più i vecchi servizi tradizionali, perché ci sono stati dei tagli vigorosi, e dall’altra non allestisce nuovi servizi di prevenzione.

 

Lei come legge il dato sulla riduzione del numero delle nascite?

Se le nascite calano significa che il fisco non privilegia la famiglia. Lo Stato non fa nulla per implementare asili nido, scuole materne, servizi ai non autosufficienti e le stesse politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia. Questa condizione rattrappisce ancora di più la prolificità delle famiglie italiane. Senza poi parlare dei segnali pericolosissimi che soprattutto il governo sta dando sulla funzione della famiglia come tessuto connettivo della comunità.

 

Esiste anche un problema per la mancanza di opportunità per i giovani?

Sono sempre di più i ragazzi altamente scolarizzati che vanno all’estero. Questo di per sé può essere anche un fatto positivo, ma chi parte non si pone poi il problema di tornare perché nel nostro Paese non ha nessuna prospettiva. Tutti questi elementi segnalano un malessere molto grave nella nostra comunità nazionale, e d’altra parte nessuno muove un dito. Non esiste nessuna valutazione e nessuna politica che riesca a invertire questa tendenza.

 

Lei ritiene che l’attuale crisi sia soltanto economica?


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COMMENTI
31/01/2016 - bonanni (delfini paolo)

Grazie alla troika torneremo direttamente al feudalesimo, se non reagiamo.

 
31/01/2016 - commento (francesco taddei)

possiamo tartassare le famiglie come ha fatto Monti, voluto e appoggiato da Bonanni o ridurre i vitalizi e gli stipendi d'oro. compresi quelli dei sindacalisti.