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RENZI vs UE/ I 4 "alleati" del Premier contro Bruxelles

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La posizione di Renzi nei confronti della Merkel e dell'Ue, che ora si manifesta in modo evidente, ha radici lontane. La staffetta Letta-Renzi è proprio ispirata da ragioni europee: non dimentichiamo che nel giro di una settimana (febbraio 2014) prima Confindustria, poi il Corriere della Sera e poi Repubblica sfiduciarono completamente il governo Letta, addirittura attaccando (leggi Corsera) il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che per quell'esecutivo si era molto speso (tanto che era chiamato "il governo del Presidente"). Ciò ci dice quanto il mondo del potere economico e finanziario di casa nostra avesse voluto quel cambio di guida del Paese, proprio per smuovere le acque a Bruxelles, visto che Letta era completamente incapace, soprattutto per la sua debolezza politica, di far valere il nostro peso nell'Unione.

Renzi sin dall'inizio del suo mandato parla della flessibilità che l'Italia deve avere in relazione al Fiscal compact e di quanto il Bel Paese, per la sua posizione così importante nell'area mediterranea, debba crescere la sua voce in Europa. Il premier sta proprio facendo questo, naturalmente ha scelto il momento a lui propizio e sa che può vincere questa sfida. I motivi sono sostanzialmente quattro. 

In primis, come si diceva, l'Europa si fida di Renzi: l'Italia ha fatto le riforme e si è dimostrata interlocutore affidabile. In secondo luogo, non ci sono dubbi che gli indicatori economici sono positivi: il Pil, la produzione industriale, i consumi, il credito e, anche, l'occupazione - seppur meno di altri paesi come abbiamo visto - sono in crescita. Terzo punto: il Grexit è uno spartiacque importante e proprio Renzi è quella voce che sta facendo capire all'Europa che il rigore dei conti di per sé non porta da nessuna parte, ma va inquadrato in un'ottica di sviluppo; deve cioè essere al servizio della crescita: questa è la flessibilità che Renzi chiede e che è già stata concessa alla Spagna che, guarda caso, è tra i paesi con i numeri più interessanti. In ultimo: Renzi ha un consenso tale che, se l'Europa dovesse reagire in contropiede alle sue richieste, in Italia non sarà delegittimato (come invece è successo a Berlusconi); anzi, sarà molto sostenuto, e il premier ne è pienamente consapevole.

Ecco perché il Primo ministro italiano ha buone chances di vincere questa sfida e di passare alle cronache europee come colui che ha affermato il nuovo corso post-austerity dell'Ue, di cui il Vecchio Continente ha molto bisogno. Ma chiedere al data journalism di raccontare questo scenario è chiedere troppo, dovrebbe per prima cosa capirlo...

 

Twitter @sabella_thinkin



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COMMENTI
05/01/2016 - Balle e falsita (Moeller Martin)

Capita raramente di leggere così tante falsità in codì poco spazio. La Germania prospera per aver investito nel capitale umano? Il nostro sistema produttivo assomiglia a quello spagnolo? In Inghilterra e Germania iniziano a lavorare a 16 anni? Il nostro gap occupazionale giovanile è di solo 1,7%? Abbiamo i migliori dati di crescita occupazionale in Europa? Bruxelles si interessava del governo Letta o ora ha fiducia in Renzi? Esiste uns sfida Europa-Renzi? I nostri indicatori sono positivi? Secondo Eurostat siamo i peggiori e non è giusto dire che non stimano Renzi semplicemente perchè sono indifferenti alle facende italiane nel modo più assoluto e totale.