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Economia e Finanza

SALDI 2016/ Invernali, Borghi (FederModa): rimandiamoli a fine gennaio come in Germania

I saldi iniziano il 5 gennaioI saldi iniziano il 5 gennaio

Abbiamo ancora tanta merce nei nostri negozi. Questo va bene per il consumatore che ha una vastità di assortimento da cui scegliere, e che quindi si può accaparrare un prodotto di qualità a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello di listino. Purtroppo però va un po’ meno bene per i nostri commercianti. Il mio auspicio è che i negozi possano aumentare le loro vendite, anche se con marginalità inferiori, e che gli acquirenti possano approfittare di questi saldi per andare a caccia di occasioni.

 

C’è qualche consiglio che si sente di dare ai consumatori?

Consiglio loro di tenere presente che è materialmente impossibile che un commerciante possa vendere a un prezzo molto ribassato un prodotto di grande qualità. Del resto i consumatori sono attenti e informati, perché guardano alle vetrine e ai prodotti in negozio prima dei saldi, in modo da fare la scelta migliore e più oculata.

 

Quale percentuale di sconto inizia a essere sospetta?

Sicuramente dal 70% in avanti. Un negozio può fare uno sconto del 70% solo per gli ultimissimi capi a fine stagione. Già con il 50% di sconto i negozi fanno fatica ad avere quella marginalità tale che permette loro di stare aperti. Devono infatti pagare le tasse, i dipendenti, le assicurazioni, le imposte locali, il riscaldamento, le luci, le vetrine, la pulizia. Ci sono tantissimi fattori che incidono sul presupposto che il negozio possa continuare a rimanere aperto e a fornire servizi di qualità. Tra questi ci sono l’affitto dei locali e il costo del personale, fino alle tasse ingenti sia nazionali che locali.

 

(Pietro Vernizzi)

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