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SPY FINANZA/ Banche e Renzi, così l'Italia può tornare a tremare

Pubblicazione:martedì 5 gennaio 2016

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E in Italia? Levatevi dalla testa soluzioni alla lusitana, visto che qui la stragrande maggioranza delle obbligazioni bancarie (oltre 80 miliardi di euro) non è in mano ai grandi investitori, ma a fondi pensione e fondi obbligazionari per piccoli investitori. C'è da preoccuparsi? Per il mio modo di vedere le cose, sì. Almeno in prospettiva. Per almeno tre ragioni. Primo, nonostante il buon Patuelli ricordi a ogni piè sospinto che «le banche italiane sono affidabili», giova ricordare che in questo Paese a garantire i risparmiatori, i correntisti e gli obbligazionisti c'è un fondo da 2 miliardi, a fronte però di sofferenze bancarie che sono stimate in circa 350 miliardi. 

Secondo, proprio dal Portogallo potrebbero arrivare presto nuove cattive notizie. Già, perché nel silenzio generale, la Banca centrale portoghese ha reso noti i risultati della sua review sul sistema bancario nazionale e ci ha detto che virtualmente tutti gli istituti del Paese hanno bisogno di aumentare la ratio Tier 1 di 0,25-1% entro il primo gennaio del 2017. Casualmente, la Banca centrale ha reso noti i risultati tra Natale e Capodanno, ovvero quando il mercato dorme e i trading desk sono di fatto vuoti: ecco spiegato perché né i titoli, né lo spread sovrano lusitano sono schizzati in aria. Inoltre, nella più classica delle operazioni di rimozione dello sporco e di suo occultamento sotto il tappeto, la Banca centrale ha reso note solo le percentuali di aumento di quell'indice e non le necessità di capitale assolute. 

Prendiamo un istituto a caso come Banco Comercial Portugues, (Bcp) istituto pubblico ma quotato in Borsa e che mostra il buco di finanziamento maggiore. Stando ai dati della Banca centrale, Bcp deve aumentare la sua ratio Tier 1 dello 0,75%, un ammontare che pare molto limitato, peccato che stando proprio a recenti dati finanziari resi noti dall'istituto, Bcp ha assets ponderati al rischio totali per 43,5 miliardi di euro, quindi per sottostare alle richieste delle Banca centrale deve trovare 326 milioni di euro in meno di un anno, come ci mostra il grafico a fondo pagina. 

Ora, qual è il problema? Ce lo dice la tabella a fondo pagina, la quale ci mostra come formalmente e in base agli stress test della Bce, Bcp abbia una ratio CET 1 del 13,2%, quindi teoricamente eccellente. Perché allora la Banca centrale lusitana le chiede di aumentare la ratio dello 0,75%? Forse i conti presentati alla Bce e promossi a pieni voti sono truccati? Forse la qualità degli assets Tier 1 della banca portoghese non è buona come ci viene presentata? Stando allo scenario che ci mostra quella tabella, per la Bce il Banco Comercial Portugues aveva ammontare di capitale sufficiente ad affrontare shock economici e questo su una baseline di tre anni che terminerà il 31 dicembre di quest'anno, senza che nei due anni precedenti si siano sostanziati shock. Perché allora la Banca centrale portoghese è scontenta e chiede a Bcp di fare i compiti a casa? Non sarà che, come vi dico da sempre, gli stress test della Bce sono una pagliacciata solenne? 

Terzo, l'altro giorno nel silenzio più assoluto dei media italiani, la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha attaccato frontalmente Matteo Renzi, accusandolo di aver fatto «invadere l'Ue dai migranti e di lucrarci sopra». Ops, lo scontro Roma-Berlino si sta inasprendo e sono segnali chiari che i poteri forti sono stanchi del superboy fiorentino? Renzi è stato scaricato? I segnali ci sono tutti, così come il rischio incombente sul nostro sistema bancario. Non a caso, le proteste dei risparmiatori di Banca Etruria sono ovunque sui giornali e in televisione, l'effetto megafono del populismo è in servizio permanente ed effettivo. Ricordatevi, oggi come mai, sono tempi pericolosi per chi è disattento. 

 



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