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FINANZA E POLITICA/ La "purga" tedesca pronta per l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 6 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 6 gennaio 2016, 8.40

Angela Merkel con Matteo Renzi (Infophoto) Angela Merkel con Matteo Renzi (Infophoto)

Sì, quelle americane, per esempio. È noto infatti che gli Usa, durante la crisi, sono riusciti a rimettere in sesto il sistema bancario, con il Tarp, senza incidere in modo negativo sull'economia. Se l'Italia entrasse nel tunnel del bail-in, il rischio sarebbe spaventoso. Non si sa cosa succederebbe, ma sarebbe peggio di quel che è riuscito a provocare Monti. 

 

Dunque l'Italia inizia il 2016 con dei rischi?

Sì, siamo in una condizione pericolosa per il fatto che i prezzi non salgono, e questo non aiuta il nostro debito, e perché con il livello di sofferenze bancarie che abbiamo rischiamo grosso. Se non avessimo questi debiti saremmo in una situazione tutto sommato positiva.

 

Questo basso livello di inflazione, comune a tutta l'Eurozona, può indebolire Draghi, togliendo all'Italia una valido "aiuto"?

Draghi viene indebolito perché i tedeschi attribuiscono al Qe il ribasso dei prezzi. Non riescono a capire che con la deflazione strutturale che c'è l'immissione di moneta nel sistema ha un effetto quasi nullo. E non bisogna dimenticare che la svalutazione dell'euro, provocata dalle scelte della Bce, ha ridotto la diminuzione dei prezzi su beni importati come il petrolio. Quindi, se non ci fosse stato Draghi saremmo in un crac deflazionistico.

 

Draghi rischia di dover fare un passo indietro?

In Germania c'è un'elevata propensione al risparmio, orientata soprattutto verso le obbligazioni. Quindi i tassi bassi sono un problema. E Berlino ha buon gioco a dare la colpa a Draghi. Tuttavia c'è la consapevolezza che lui deve continuare il Qe e prolungarlo per evitare il crac deflazionistico. Credo che il Presidente della Bce rimarrà al suo posto, anche perché per i tedeschi è un comodo pianista su cui sparare.

 

(Lorenzo Torrisi)



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