BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ILVA/ I due salvataggi per scacciare gli "avvoltoi" da Taranto

Pubblicazione:mercoledì 6 gennaio 2016

Infophoto Infophoto

Un argomento nuovo c'è, però, che aiuterebbe il governo italiano. Si chiama COP21, ed è l'insieme degli accordi firmati a Parigi dagli Stati avanzati per la tutela dell'ambiente. L'idea di trasformare la grande Ilva di Taranto in un'acciaieria a basso impatto ambientale (low carbon, dicono quelli che parlano difficile) è un'idea vincente perché "politicamente corretta" e sdogana anche il ricorso agli aiuti di Stato. Anche qui avremmo dei tedeschi di traverso, quelli del colosso Saltzgitter, ma sono gli unici per ora a essere low carbon, e lo spazio per l'Ilva non mancherebbe.

Non basterà questo primo semestre 2016 appena iniziato: per vendere bene l'Ilva ci vorrà molto probabilmente più tempo. E più soldi per sostenere la transizione, pubblici naturalmente. E un piano industriale che punti tutto sulla flessibilità. Un piano che probabilmente è già nei cassetti del management, ma richiede coperture per essere implementato: finanziarie, oltre che politiche. O meglio: le due cose insieme. È molto improbabile che da subito un colosso siderurgico internazionale punti sul piatto dell'Ilva i 500-1000 milioni necessari al rilancio. Potrebbero farlo i fondi di private-equity, ma sarebbe la prima volta: preferiscono bersagli meno ingombranti. Può farlo, transitoriamente, lo Stato. Occupazione al Sud e ambiente sono due nobili scopi. E produttività qualificata, naturalmente.

Anche perché, nonostante due anni terribili, l'agilità gestionale dell'Ilva è ancora rilevante. Nel 2015, nonostante il drastico calo del mercato mondiale dell'acciaio e le difficoltà gestionali legate alla lunga e complessa transizione in atto, l'Ilva è per esempio riuscita a produrre 4,9 milioni di tonnellate, quanto nel 2014. E in un anno che si è concluso con un calo mondiale della produzione siderurgica nell'ordine del 2,8%, l'Ilva è riuscita a mettere a segno risultati importanti anche sul fronte della raccolta ordini: nel mese di novembre 2015 è stata superiore del 20% rispetto a ottobre, che era già stato il mese migliore dell'anno (+23% su settembre).

Non bastano questi numeri a garantire il rilancio. Ma dimostrano che le basi sono buone.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.