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REFERENDUM/ I "giochi" della finanza contro il No (e l'Italia)

Pubblicazione:sabato 1 ottobre 2016

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L’attuale situazione è caratterizzata da una grande incertezza che riguarda peraltro ben altre questioni, queste sì realmente serie. Mi riferisco in particolare alla situazione delle banche in Germania, che potrebbe avere delle conseguenze disastrose. Ma di fronte a queste questioni sa il Cielo quale sia la relazione con la riforma costituzionale. Questo meccanismo di contagio delle opinioni a livello internazionale è come il telefono senza fili, per cui io dico una cosa perché me la ha detto lei, e lei la dice perché gliel’ha detta un altro.

 

La riforma ha se non altro il pregio di tagliare gli sprechi delle Regioni?

Trovo incomprensibili queste affermazioni. Se vivessimo in uno Stato fortemente centralizzato e avessimo un forte grado di omogeneità della macchina amministrativa, forse questo ragionamento starebbe in piedi. La questione delle inefficienze esiste ed è fuori discussione, ma intervenire su queste ultime richiede un lavoro di fino molto più attento di quanto si dica perché va fatto innanzitutto a livello decentrato. Alcune macchine amministrative regionali funzionano meglio di altre, e qualcuno dovrebbe spiegarci perché.

 

È vero che il decentramento produce solo sprechi?

No, non è il decentramento a creare gli sprechi, ma il fatto che alcune Regioni sono meno virtuose di altre. Bisogna quindi stare attenti a non creare dei mantra che poi si rivelano delle false illusioni.

 

Chi genera queste illusioni?

La questione di un governo politico che sia capace di mantenere le promesse è fondamentale. Ogni anno invece viviamo una stagione di promesse che poi sono perlopiù disattese. Se le promesse sono disattese e chi le ha formulate passa indenne, è chiaro che avrà la tendenza a ripetere il suo errore.

 

In ogni caso se il referendum non ha ripercussioni economiche, come si spiegano gli allarmi lanciati dalle agenzie di rating come la Dbrs?

Chi parla di politica da dietro a un desk operativo lo fa pensando ad altro. È come le bolle di sapone che poi purtroppo scoppiano, e quindi non vanno prese sottogamba. Non arrivo a dire che ci sia una sorta di accordo internazionale, ma ci sono delle convinzioni comuni che purtroppo si creano a poco a poco.

 

In che modo?

Per effetto delle campagne di stampa dei media nazionali che poi si rivelano fallaci e inesistenti. L’opinione pubblica è continuamente martellata su un determinato argomento, e alla fine tutti quanti credono che quello sia il problema. Non sempre però è così, in questo caso il “giochino” è stato fatto e ripetuto molte volte. La gente può essere poco informata una volta, magari due, ma alla terza è molto più difficile prenderla per il naso.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
01/10/2016 - Oggi come ieri (ALBERTO DELLISANTI)

Rileggo Pellegatta e ripenso alla risposta così utile e pertinente che gli ha fornito ieri Valentina Timellero. Oggi vi è la variante delle alchimie e l'affermazione che sono fumose. E' quanto posso condividere del commento di Pellegatta, pigliando la sua frase in senso assoluto. Ma non vedo alcun nesso tra le citate "alchimie" e i contenuti dell'intervista al Prof. Campiglio. Quando Pellegatta dice "noi" intende quelli del "SI'" di cui ha il piacere di far parte. Quando dice "voi" intende, direi, quelli del "NO", vissuti come dei fissati che soffrirebbero di una controdipendenza dai Super Poteri Finanziari, tutti schierati per il SI' alla modifica costituzionale ideata da Renzi su commissione dei detti Poteri. Sì Pellegatta, "su commissione". Sin da quando era sindaco di Firenze, Renzi godeva della stima e degli interessatissimi contatti di codesti Enti (per i quali lavorava anche il mito di Renzi, il fu Premier britannico Tony Blair). Si cominciò per tempo a costruire Renzi come la figura che bisognava portare a Roma/Palazzo Chigi. E con il via libera di Obama/Merkel/e guru di Bruxelles (grazie all'organicità di Napolitano al super direttorio occidentale euro americano) il diletto Renzi fu insellato a Palazzo Chigi. Non desidero toglierle il piacere di fare parte di quel "noi" che comprende l'intero Gotha dei Capi Politici e dei Capi Finanza al vertice di USA e UE. (La UE intesa come l'Europa asservita alla Germania-prima fila, e UK e France-seconda fila). Tutti per il Sì.

 
01/10/2016 - referendum e agenzie di rating (delfini paolo)

Io sono uno dei tanti Italiani che voterà NO al referendum ma non per fare un dispetto a Renzi,ma per convinzione.Le agenzie di rating possono affermare quello che vogliono, possono declassarci anche a categoria Z, sappiamo ormai che le loro rilevazioni sono veritiere come quelle della propaganda sovietica a suo tempo,anche se stampa e politici pendono dalle loro labbra con le relative nefaste conseguenze.

 
01/10/2016 - Difficile per noi (ROBERTO PELLEGATTA)

Insomma per voi la speculazione finanziaria è per il Sì e quindi il popolo comune dovrebbe essere per il No. Cerco invano sempre qualcuno che lasci perdere queste alchimie politiche e spieghi al popolo quali contenuti della legge, del sistema di governo, della magistratura, del decentramento sono in gioco. Non è che le alchimie, oltre che difficili da capire realmente, sino un poco aleatorie?