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SPY FINANZA/ Deutsche Bank, i guai che fanno comodo alla Fed

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Nel dettaglio, il progetto prevede una rifocalizzazione sui business core della società, con alcune attività che verranno sospese e con un maggior sforzo verso la digitalizzazione e l'automazione dei flussi di lavoro, ha spiegato la banca che punta a un ritorno sul tangible equity (Rote) di almeno il 6% e a un Cet1 superiore al 13% entro la fine del 2020. Il piano prevede, inoltre, un taglio del 20% della forza lavoro, pari a circa 9.600 dipendenti full-time, contrazione che sarà bilanciata dalla creazione 2.300 nuovi posti nelle aree di business con un elevato potenziale di crescita. A questo si aggiunge la prospettiva di fusione tra la divisione investment banking e quella indirizzata alle piccole e medie imprese e la sospensione della distribuzione del dividendo per l'esercizio corrente, azione questa necessaria per coprire i costi della ristrutturazione, previsti intorno a 1,1 miliardi di euro (1,2 miliardi di dollari). 

Il management non ha fornito alcun dettaglio sulle tempistiche di ripresa del pagamento della cedola. I tagli erano già stati preannunciati da fonti di stampa nei giorni scorsi, ma sono stati percepiti comunque come una sorpresa dato che la fotografia dell'istituto lo scorso novembre, quando l'ex ceo, Martin Blessing, aveva annunciato le sue dimissioni, ritraeva una banca uscita dal suo periodo di riorganizzazione estensiva. 

Attenzione, però, al timing di quanto sta accadendo: l'accavallarsi di voci e scoop su Deutsche Bank è infatti arrivato a ridosso di un weekend lungo per la Germania, visto che lunedì si festeggia l'anniversario della riunificazione con l'Est e la Borsa sarà chiusa. Tre giorni di pausa dai marosi del mercato, durante i quali - statene certi - il governo farà quello che deve fare, mettendosi al riparo da attacchi speculativi. Siamo alla vigilia della Lehman Brothers europea, questo fine settimana potrebbe cambiare tutto o quasi: e se i giornali non scrivessero nulla e il governo non annunciasse alcunché, non pensiate che non sia davvero successo qualcosa. Deutsche Bank è strutturalmente fallita, resta in piedi per motivi politici, ma occorre mettere mano al malato con cure da cavallo. 

Come reagiranno a questa incertezza le Borse europee lunedì? Difficile dirlo, ormai siamo nelle mani degli spacciatori di veline a orologeria. Resta però una certezza, la stessa che non mi fa gioire della mia preventiva messa in guardia sullo stato di salute di DB: per quanto la banca sia esposta e sottocapitalizzata - e nessuno lo nega - c'è qualcosa di strano nell'accelerazione della sua crisi, un qualcosa che ha un indirizzo preciso: gli Usa. Prima la multa per i subprime, poi l'attivismo di Bloomberg nel rendere noto al mondo che 10 hedge funds Usa sono scappati da DB a gambe levate: qualcuno ha bisogno che la bolla innescata dalla Fed scoppi il più lontano possibile da Washington e nel modo più fragoroso possibile. Altrimenti, prima o poi, i tassi Usa andranno alzati e l'intero palazzo crollerà: se invece l'epicentro indotto della crisi è altrove, si può tranquillamente parlare di timori di contagio esterno, fare la figura dei bravi bambini e tornare a stampare senza che nessuno abbia nulla da ridire. Un tonfo di Wall Street prima delle presidenziali gli Stati Uniti non possono permetterselo. 

Una lezione dobbiamo imparare da questa vicenda, comunque vada a finire: in fatto di finanza, i tedeschi non possono fare la morale a nessuno, ma è altrettanto chiaro che è in atto una guerra commerciale ed economica con gli Usa. Smettere di guardarli come amici e partner potrebbe essere l'unico modo per sopravvivere. Ma dubito che accadrà, siamo servi dentro. 

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COMMENTI
01/10/2016 - Si stanno scannando fra di loro (Massimo Zamarion)

E' l'economia fondata sui debiti, pubblici o privati (che poi diventano pubblici) che sta affondando. E' l'economia fondata sul dirigismo economico classico o sul suo surrogato finto-liberale basato sul denaro a "costo zero" per decreto che ha finito la sua corsa. Ed ora i protagonisti di questa stagione si stanno scannando fra di loro.