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FANTA-FINANZA?/ Ecco il nuovo progetto dei poteri forti mondiali

Pubblicazione:mercoledì 12 ottobre 2016

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Spesso non mi trovo d’accordo con l’economista Stiglitz, ma stavolta… ancor di meno! Sia chiaro, quando dice che l’euro è una moneta che non ha futuro e che l’Italia potrebbe e dovrebbe essere il Paese che per prima esce dalla moneta unica, dice cose che penso anche io. Ma arriva un pochino tardi. Ho il sospetto, visto l’andamento dei commenti del premio Nobel in questi ultimi mesi, che sia un volpone nel fiutare l’aria che tira e di conseguenza far virare le sue opinioni. Come dice lo splendido articolo di Raffaele Iannuzzi, Stiglitz forse sta diventando un pochino keynesiano, visto che il vate dell’economia affermava che “quando i fatti cambiano io cambio idea: e lei?”. Ecco, pure Stiglitz cambia idea, soltanto un pochino in ritardo.

Del resto lo ammette lui stesso: ha capito che l’euro non ha futuro in Italia (e di conseguenza non ci sarà in futuro l’Italia nell’euro) parlando con gli italiani e scoprendo (ma guarda un po’!) che gli italiani non ce la fanno più con l’euro e “vedono con sempre maggiore chiarezza che l’Italia nell’euro non funziona”. Che fenomeno! In effetti, con queste idee non ha fatto altro che allinearsi con il cambiamento di rotta delle dichiarazioni del Fondo monetario internazionale e con le illustri opinioni degli analisti di Societé Generale, colosso bancario francese: l’euro non funziona e non può durare.

Ma che Stiglitz non abbia uno straccio di idea propria è reso evidente dalle soluzioni da lui intraviste: o una rottura dell’area euro, oppure la divisione della moneta unica in due, una del nord Europa e una seconda svalutata del sud. Con tutta modestia, però, dal sottoscritto potete avere qualcosa di più. Al limite potrete non essere d’accordo con le mie elucubrazioni, ma nessuno potrà negare che queste sono il frutto di un picco di attività neuronale del sottoscritto. Insomma, sono idee, non un naso che annusa l’aria che tira. E le mie considerazioni partono da un semplice assunto: chi ci guadagna? Voglio dire, a parte i popoli, chi ci guadagnerà da una spaccatura dell’euro o da una sua divisione in due?

Non certo la grande finanza o quel poco di politica che è rimasta e che sostanzialmente sta dalla parte della grande finanza. E se non ci guadagnano loro, che oggi dirigono le sorti del mondo, allora quello che viene presentato come ipotesi non accadrà, nel breve periodo. Almeno non accadrà finché a guidare il mondo sarà la grande finanza. La quale non va certo per il sottile, come sta sperimentando la Germania. Si è opposta al trattato Ttip e visto cos’è successo? Prima si scopre che la Volkswagen truccava i test, con grande reprimenda morale mondiale e multe miliardarie e crollo delle azioni; poi si multa (sempre da parte americana) Deutsche Bank per la storia dei subprime e di nuovo crollo in borsa. Se così stanno le cose, lasceranno forse che l’Italia se ne esca dall’euro senza tirare un colpo? No, i loro interessi non lo consentono. Loro ci guadagnano se l’Italia subisce una crisi spaventosa ed è costretta a svendere le sue aziende migliori, per tentare di pagare un debito impagabile e non subire danni peggiori.


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COMMENTI
12/10/2016 - Solo una domanda (Roberto Castaldelli)

Egr.Sig.Passali visto il suo articolo, ho solo una domanda da porle; secondo lei l'Italia nell'euro non funziona, bene, come andava l'economia italiana prima dell'euro ? Se non ricordo male, passata la sbornia degli anni '80 della "Milano da bere" ma dove già si vedevano tutti i mali della ns. economia, negli anni '90 ci si lamentava che crescevamo con tassi almeno della metà degli altri paesi europei e prendavamo boccate d'ossigeno solo grazie a svalutazioni della povera lira, e, sempre se non ricordo male, nel '92 rischiammo anche la bancarotta del sistema paese. Temo che i ns. problemi prescindano dall'euro, e trovare in questo il capro espiatorio certamente non aiuta. No, confondere i ns. mali con le personali simpatie o antipatie, non aiuta proprio! Cordiali saluti.

RISPOSTA:

Egr. Sig. Castaldelli, ovviamente prima dell'Euro avevamo diversi problemi, ma non quello del debito e del deficit. Ma il cuore della questione è che i nostri problemi sono iniziati dall'81, cioè dal divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d'Italia (per cui Bankitalia non comprava più i titoli di stato) evento che ha portato al raddoppio del nostro debito (allora era al 60% del pil) e al raddoppio della disoccupazione giovanile. Inoltre bisognerebbe pure ricordare come stava la Germania negli anni 90: era il "grande malato d'Europa" ricorda? Grazie all'Euro, oltre ai soliti problemi stiamo pure sacrificandoci a beneficio della ricchezza delle aziende tedesche. Le pare un bel risultato? Italia e Grecia stanno rispettando i parametri mentre Spagna, Francia e Germania no: le pare corretto? Cosa bisognerebbe fare? Occorre rendere competitive le nostre merci senza pesare sul costo del lavoro (svalutando il lavoro) cioè svalutando la nostra moneta, come sta facendo la Gran Bretagna (moneta svalutata del 15% da giugno ad oggi), senza avere alcuna paura di inflazione, che non può esserci finché c'è disoccupazione. Quindi abbiamo bisogno di una nostra moneta. (Giovanni Passali)

 
12/10/2016 - uscita dall'euro (fernando locateli)

SE siamo in trappola... come secondo lei potremmo uscirne?