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MANOVRA/ "L'illusione finanziaria" per nascondere agli italiani un'altra batosta

Pierre Moscovici (LaPresse) Pierre Moscovici (LaPresse)

In base a questa regola ogni anno, quale che sia il saldo del deficit a consuntivo, la correzione dovrebbe essere dello 0,6-0,8% rispetto all’anno precedente.

 

Come chiuderemo il 2016?

Dipenderà dal modo in cui sono andate le entrate, buona parte delle quali è incamerata nell’ultimo trimestre. D’altra parte non si conoscono ancora alcuni parametri del Pil che costituiscono la base imponibile. Un’altra incognita è il livello dell’occupazione, che si correla all’utilizzo degli stabilizzatori automatici e quindi alla spesa pubblica che sarà rilevata a consuntivo alla fine dell’anno.

 

Quali obiettivi ci imporrà l’Unione europea per il 2017?

Supponiamo che a fine 2016 il rapporto deficit/Pil sia del 2,4-2,5%. Per la Commissione Ue, nel 2017 l’Italia dovrà fare una correzione almeno dello 0,6% portando il rapporto all’1,9%. Ciò renderebbe necessaria una forte manovra recessiva, in quanto si toglierebbe lo 0,6% di liquidità dal sistema, producendo un moltiplicatore dell’1,5%. La manovra quindi avrebbe un impatto recessivo pari a quasi l’1% del Pil.

 

È quello che dobbiamo aspettarci?

In realtà per evitare che l’effetto sia eccessivamente recessivo entrano in gioco alcune regole di tolleranza, che ovviamente non consentono di mantenere quasi lo stesso livello di deficit per il 2017. Ci si accontenta di una correzione dello 0,2-0,3% del Pil, giustificando lo scostamento dall’obiettivo dell’1,9%. La Commissione Ue vorrà quindi che l’Italia attui una legge di bilancio basata su un rapporto deficit/Pil tra il 2 e il 2,2%, invece che il 2,4/2,5% che avrebbe voluto fare il nostro governo.

 

Quindi la legge di bilancio 2017 sarà recessiva?

Anche una manovra che nel 2017 mantenesse lo stesso livello di deficit del 2016, non sarebbe espansiva. Misure come la quattordicesima ai pensionati, i superammortamenti alle imprese, o in modo più ambizioso una revisione delle aliquote sulle imposte sul reddito, renderanno necessaria una copertura tagliando qualcos’altro.

 

Il governo come lo giustificherà?

La tecnica classica per giustificare tutto ciò è l’illusione finanziaria. Il governo tenderà a parlare solo di sgravi fiscali e maggiori spese, ma non delle fonti attraverso cui si finanzia tutto ciò. Per esempio, a fronte dell’attenuazione delle aliquote su certe fasce di reddito si dovranno rivedere deduzioni e detrazioni fiscali. Mentre però si parlerà molto del mutamento delle aliquote, delle misure più restrittive si cercherà di non parlare. Dentro al quadro delle regole del Fiscal compact non c’è però altra alternativa che questa.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
12/10/2016 - Italia in mano alla finanza (delfini paolo)

Siamo completamente in mano agli umori dei "mercati"ormai.