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RIPRESA?/ La “sfiducia” che frena l’Italia (e l’Europa)

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E da questo quesito sono partite le interessantissime e nette osservazioni del Prof. Jean Paul Fitoussi. “Solo la crescita - ha spiegato Fitoussi - può risolvere i problemi che abbiamo come la disoccupazione, il disavanzo pubblico e il debito pubblico. Se guardiamo alla storia, vediamo che è sempre stata la crescita a risolvere questi problemi. Dobbiamo farci due domande. La prima: crescita di che? Del Pil, del benessere? E la seconda: per chi? Per il top 1%? Per il top 1 per mille della popolazione? Negli Stati Uniti il benessere non è cresciuto in questi ultimi anni, anzi è stato decrescente. La gente è meno felice negli Usa perché è aumentato il divario. L’1% degli americani ha assorbito il 95% della crescita. Quindi gli americani non hanno visto la crescita. Trump ha tanto seguito nella campagna elettorale americana per questo motivo. C’è stato un aumento forte della diseguaglianza”.

“La ricchezza vera della nazione - ha proseguito Fitoussi - è la parte immateriale. Il capitale umano e sociale. Se facciamo delle politiche che li distruggono, queste politiche sono sicuramente sbagliate. Per arrivare alla diminuzione di un 1 percento del debito pubblico abbiamo depresso il capitale umano del 10 percento. Abbiamo una disoccupazione maggiore di quella degli anni Trenta. E soprattutto abbiamo distrutto la fiducia. Perché credete che i partiti estremisti siano così forti in Europa? Perché abbiamo distrutto la fiducia nei governi e nella loro capacità di risolvere i problemi della gente”.

Si devono affrontare temi che non solo non stanno avendo risposta, ma che ne hanno una contraria alle attese: “L’Europa è una regione - ha spiegato Fitoussi - mentre io avrei sognato un Paese con un governo federale. Ma non solo. È una regione con una popolazione che sta decrescendo. E cosa facciamo in tema di politica di immigrazione? Io mi vergogno a dirlo: invece di attuarne una condivisa, diamo a dei mercenari il compito di controllare le nostre frontiere. Viviamo in società che stanno diventando anziane. E in queste società non facciamo posto ai giovani: il 50% è disoccupato. Le scelte che facciamo non rispondono a nessuno dei problemi che abbiamo”.

“E le banche? - ha proseguito Fitoussi - Mi chiedo cosa avremmo fatto senza Draghi. La politica monetaria, però, non dispone della sua piena potenza in una situazione in cui l’inflazione è zero. La regolamentazione poi è diventata così esigente che le banche non riescono fare prestiti. Come mai abbiamo questa bella politica monetaria e abbiamo delle regole che impediscono alle banche di sostenere le imprese? Bisogna rivedere le regole dell’economia, comprendere quello che conta per la gente e vedere cosa fare per risolvere i problemi attuali”.

Abbiamo davanti sfide importanti, ma forse la prima, quella imprescindibile, è quella di recuperare la fiducia. Nella politica. Nel futuro. Nel Paese. In noi stessi.



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