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LEGGE DI STABILITA' 2017/ Le promesse di Renzi "ricattate" dal Referendum

Pubblicazione:sabato 15 ottobre 2016

Matteo Renzi (Lapresse) Matteo Renzi (Lapresse)

Anticipare le pensioni con un prestito è una manovra molto rischiosa. Accetteranno di usufruirne solo quanti svolgono un lavoro particolarmente usurante. La penalizzazione non è piccola, le pensioni già di per sé in media non sono particolarmente elevate e quindi l’anticipo pensionistico (Ape) non è una buona prospettiva.

 

La riapertura dei concorsi per forze dell’ordine e sanità è una misura positiva?

Uno degli aspetti più negativi delle recenti politiche è stato il blocco di assunzioni e stipendi negli ospedali. Nella sanità ciò ha causato una diminuzione in termini reali delle prestazioni del 10% in dieci anni, e quindi implicitamente anche del numero dei medici e dei posti letto. E’ un’enormità. Con altri dieci anni così il Paese si troverà in notevoli difficoltà. Ci sono campanelli d’allarme che non dobbiamo sottovalutare.

 

Quali?

Cinque anni fa per esempio non esistevano le cooperative di medici e odontotecnici per prestazioni mediche a buon mercato. Questo passaggio verso la sanità privata delle classi medie è di fatto una riduzione del reddito disponibile. Se prima uno aveva la possibilità di accedere al servizio sanitario, e poi ci rinuncia perché le code sono enormi o le prestazioni non sono adeguate, allora si rivolge alla sanità privata.

 

Considerando tutto l’insieme siamo di fronte a dei nuovi bonus elettorali?

Una cosa è certa: tutto questo ben di Dio di provvedimenti non è stato fatto sei mesi fa ma adesso che si avvicina un appuntamento elettorale importante.

 

La legge di bilancio però si fa una volta all’anno, non ogni sei mesi …

Resta il fatto che adesso c’è questa scadenza così sofferta del referendum. La domanda che mi pongo è se questi provvedimenti varranno ancora anche se vince il No. Se per esempio come conseguenza del voto il governo dovesse andare a un rimpasto, queste misure potrebbero arenarsi.

 

Manca un piano complessivo?

Le rispondo con un esempio. Per il governo nel 2017 gli investimenti cresceranno del 3,2%. Per farlo però ci si intende appoggiare soprattutto a strumenti come il credito d’imposta sugli investimenti, gli iper-ammortamenti e così via. Lo sa il Cielo se cresceremo o meno. Promuovere gli investimenti in questo modo non mi sembra la soluzione più felice. Le imprese possono anticipare gli investimenti e fare adesso quello che avrebbero potuto fare dopo. In questo modo potrebbero prodursi degli effetti perversi, perché in assenza di un’economia che cresce i nuovi investimenti servono a risparmiare sul lavoro.

 

(Pietro Vernizzi)



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