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FINANZA/ Borsa, banche, investimenti: arriva la rivoluzione dei robot

Cresce sempre più il fenomeno del robo-advisory, l’intelligenza artificiale che sta già cambiando il mondo degli investimenti, oltre che delle banche. SERGIO LUCIANO

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La Consob - l’Autorità che vigila sulle società quotate e la Borsa - “punta il suo radar” anche sul robo-advisory, cioè le tecnologie digitali che permettono di scegliere automaticamente, con l’ausilio di motori di ricerca dalla spiccata “intelligenza artificiale”, i prodotti finanziari migliori da comprare rispetto alle proprie esigenze. Lo ha detto a Milano qualche giorno fa, in un convegno tecnico organizzato dall’Assosim, Tiziana Togna, responsabile della Divisione Intermediari della Consob, con un titolo che era tutto un programma: “I Robo advisory nel modello di consulenza: disciplina normativa e trend internazionali”.

La verità è che la digitalizzazione sta tracimando anche nel settore della gestione dei patrimoni. Non più solo nell’esecuzione degli ordini di Borsa, in cui i computer la fanno da padroni da anni, ma anche nella vera e propria scelta di cosa comprare: azioni, obbligazioni, fondi. Da un recente studio della Iosco - l’associazione internazionale delle Autorità di controllo sulle Borse - dedicato all’impatto del digitale e della Rete sui mercati, emerge che ormai “gli strumenti automatizzati di gestione degli investimenti sono generalmente resi disponibili al personale degli intermediari, quale supporto alla prestazione del servizio di consulenza. In alcuni casi i tools automatizzati sono accessibili direttamente alla clientela, la quale può anche procedere in autonomia alla conclusione di operazioni di investimento. I consigli di investimento riguardano principalmente asset classes e prodotti quali fondi ed Etf. L’impiego, le modalità di funzionamento e di aggiornamento dei tools automatizzati sono spesso disciplinati per iscritto mediante procedure”.

Quindi “luce verde” dalla Consob, anzi “dalle” Consob al robo-advisory. Ma questo nuovo fenomeno, questa nuova fase della digitalizzazione delle banche, che ruolo avrà sia per chi opera nel mondo delle banche stesse o delle loro Società di gestione del risparmio, sia per i risparmiatori? “Il Robot advisory non si sostituisce agli asset manager, cioè agli esperti - umani! - che scelgono gli investimenti con il discernimento della nostra mente, ma elabora per loro delle proposte prefabbricate di investimento per ogni singolo cliente che i gestori possono valutare, integrare, filtrare”, spiega Pasquale Orlando, co-fondatore di Deus Technology, che in Italia rappresenta la punta avanzata nella ricerca e sviluppo di soluzioni per Fintech (lavora per Chebanca, Banca Sella AcomeA e molti altri).

“Le proposte del robo advisory sono una specie di spartito, che poi ciascuno suona come vuole, interpreta a propria discrezione. Vengono generate dai computer e depositate sull’interfaccia dell’utente finale, sia esso il signor Rossi abituato a comprare da solo azioni e fondi dal proprio computer, o sia esso un asset manager che confeziona panieri di investimento per la sua clientela, o anche un semplice promotore finanziario che da sempre visita i clienti con la sua valigetta di prodotti d’investimento, che diventa semplicemente più ricca e, insieme, più ordinata, perché contiene anche proposte già pronte per l’uso. In tutti i casi, è importante anche il modo in cui il robo-advisory confeziona le sue proposte, perché sia gli intermediari che i clienti finali vogliono vederci chiaro, fare confronti semplici, analizzare nel merito portafogli e performance”.