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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "pasticcio" di Draghi lascia a secco le pmi italiane

Mario Draghi (LaPresse)Mario Draghi (LaPresse)

E che il mercato stia perdendo la pazienza lo certificano i recenti cali, soprattutto del Dax, che deve fare i conti con l’odissea di Deutsche Bank, dopo che sul finire della scorsa settimana la Reuters ha reso noto, attraverso un fonte anonima della Bce, che l’Eurotower potrebbe non cambiare le modalità di acquisto, ovvero abbassare il criterio di key capital sotto lo 0,40% di rendimento, fino a dicembre, quando verrà anche deciso se proseguire con il Qe oltre marzo 2017. Con le presidenziali Usa l’8 novembre e il referendum italiano e il ballottaggio delle presidenziali austriache il 4 dicembre, la tensione potrebbe salire e di molto sui mercati e la Bce potrebbe essere costretta a dire o fare qualcosa, altrimenti il rischio di una sell-off non è affatto da escludere.

Ecco cosa ha detto la fonte alla Reuters: «Abbandonare completamente il criterio di key capital potrebbe essere molto difficile, si sostanzierebbe in un disastro a livello di “pubbliche relazioni” con la Germania, visto che certamente Berlino lo leggerebbe come un aiuto diretto alle nazioni più indebitate. Certo, già oggi in alcuni casi stiamo deviando dal criterio di key capital, ma la questione è altra: quanto si può deviare prima di snaturare del tutto il principio fondativo del Qe? Io penso che si sia ancora spazio». Certo, ad esempio si potrebbe cominciare ad acquistare, su base temporanea, bond greci e ciprioti ora esclusi, si potrebbe acquistare debito sovrano e corporate con rendimenti inferiori al -0,40%, si potrebbe tentare un assaggio di acquisto azionario per vedere l’effetto che fa.

Si può fare quasi tutto, ma resta un fatto: l’inflazione, stando alle stime iniziali della Bce, a questo punto del programma dovrebbe essere vicina all’1,2-1,3%. Siamo circa a zero. Complimenti vivissimi, futuro premier. 

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