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ABOLIZIONE EQUITALIA/ La "finta chiusura" all'insegna del gattopardismo

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Equitalia verrà formalmente chiusa al 30 giugno 2017, ma il governo le riserva una sorta di "canto del cigno", una sanatoria che va sotto il nome, molto renziano, di "rottamazione delle cartelle" e che prevede la possibilità di pagare i debiti fiscali in sospeso con un taglio agli interessi e, anche se non è ancora certo, delle sanzioni. Il debito verrà pagato senza sconti, il che fa dire al governo che non si tratta di un condono, tuttavia il risparmio per i contribuenti sarebbe non irrilevante e, secondo un calcolo fatto da Il Sole 24 Ore, potrebbe aggirarsi attorno al 50%. La sanatoria dovrebbe comprendere un'ampia gamma di imposte e tasse, anche locali, con un'entrata stimata a più di 4 miliardi di euro. 

I dubbi però permangono, perché è come se per ovviare alle alte tariffe dei treni si cambiasse divisa ai controllori. Evidentemente ogni semplificazione nelle procedure di riscossione non potrà che essere ben accetta, ma non risolve il grande problema italiano rappresentato dall'elevata pressione fiscale. Così come è elevata l'evasione. Facilitata da un'assurda complessità della normativa fiscale, che pone problemi di comprensione non solo a cittadini e imprese, ma anche agli ormai indispensabili commercialisti e talvolta perfino alla stessa Agenzia delle Entrate. Questa confusione e assoluta mancanza della certezza del diritto non pare attribuibile a Equitalia e richiederebbe ben altri interventi da parte del Governo e del Parlamento.

Un'ultima domanda riguarda il comportamento dell'Agenzia delle Entrate se un contribuente rimarrà insensibile ai suoi ripetuti "sms/se mi scordo". Lascerà perdere per evitare "inutili polemiche" o passerà la pratica agli ex Equitalia, ora suoi dipendenti? E, in questo caso, coerentemente con la suddetta "rottamazione", si guarderà bene dal chiedere interessi o applicare sanzioni, chiudendo il tutto con una pacca sulla spalla? 

Forse sono affetto da pernicioso scetticismo, ma ho l'impressione che tutta la questione sarà solo l'ennesima conferma per Tomasi di Lampedusa e il suo Gattopardo.

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