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RENZI ALLA CASA BIANCA/ L'endorsement di Obama aiuta il No al referendum

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Matteo Renzi e Barack Obama (LaPresse)  Matteo Renzi e Barack Obama (LaPresse)

Solo fino a un certo punto. Non dimentichiamoci che, a causa delle sanzioni alla Russia, i nostri operatori economici dell’industria dell’arredamento, della moda e dell’agroalimentare hanno perso un mercato molto importante.

 

Obama sostiene Renzi anche in contrapposizione alla politica dell’Unione Europea e in particolare della Germania?

Sì, tanto è vero che il sostegno degli Stati Uniti all’Italia certamente ci sarebbe anche qualora avessimo un governo di centrodestra, proprio nell’ottica di una contrapposizione tra euro e dollaro. Non a caso lo stesso Joseph Stiglitz, economista americano e premio Nobel, auspica una dissoluzione dell’euro. Negli Stati Uniti la sinistra, le banche e gli operatori economici sono favorevoli all’Italia e contrari alla Germania. Ciò anche per ragioni etiche e culturali che risalgono alle due guerre mondiali.

 

Gli Usa vedono un alleato nell’Italia anziché nella Germania anche per ragioni economiche?

Sicuramente. Finmeccanica, Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e CNH Industrial creano dei collegamenti molto stretti tra Italia e Stati Uniti. Al contrario di Deutsche Bank e Volkswagen, due imprese tedesche note soprattutto per essere state multate. Le stesse liti fiscali tra l’erario italiano e multinazionali come Google e Apple sono state risolte politicamente. Quella tra Obama e Renzi non è quindi soltanto una sintonia per ragioni politiche, ma anche per motivi più strettamente economici.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
19/10/2016 - Concordo pienamente (Luigi PATRINI)

L'endorsement di Obama nuoce a Renzi, è proprio vero. Personalmente ho un motivo in più per votare più convintamente NO anche sul piano politico; per altro su quello tecnico vedo che i nodi stanno venendo al pettine e che chi ragiona sui contenuti e sulle modalità con cui il referendum viene proposto, sempre più propende per il NO o per un SI che appare, comunque, assai dubbio e poco convinto. Credo sia nostro interesse nazionale non contrapporci agli USA, ma cercare anche di riprendete il lavorio diplomatico perché la Russia diventi un buon interlocutore per l'Unione Europea, ormai allargata su territori un tempo sottomessi al gioco sovietico l'Europa, come ha sempre detto anche Giovanni Paolo II, va davvero dall'Atlantico agli Urali!