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LEGGE DI STABILITÀ 2017/ Lo scambio Governo-Ue che non conviene agli italiani

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Il governo non ha disattivato i rincari Iva dal 2018 in poi  Il governo non ha disattivato i rincari Iva dal 2018 in poi

Poiché gran parte delle coperture sono una tantum a valere sul 2017, il governo ha dovuto mantenere le clausole di salvaguardia per gli anni futuri. L’aumento dell’Iva non si fa nel 2017, ma contabilmente è spostato al 2018. Su questo quindi la Commissione Ue ha ragione, semplicemente per il fatto che c’è una regola di bilancio che impedisce di coprire spese permanenti con entrate una tantum. Tra l’altro c’è un particolare sulla rottamazione delle cartelle esattoriali che è sfuggito a molti.

 

Quale?

Dentro le cartelle esattoriali ci sono tutte le multe che sono soldi dei Comuni. Se il governo centrale con la voluntary disclosure decide di dimezzare le sanzioni, facendo pagare 500 euro a chi ne deve mille, chi darà la differenza ai Comuni? In gran parte inoltre questi Comuni potrebbero già avere messo a bilancio quelle entrate per il totale che risulta a loro. Quindi se vuole un giudizio complessivo, mi pare un gran pasticcio.

 

A questo punto il governo quali margini di manovra ha?

Assolutamente nessuno. Ormai l’impalcatura della legge di bilancio 2017 è definita. E’ una manovra irrilevante e chiaramente elettorale, con una distribuzione a pioggia delle risorse. Il governo correrà ai ripari con la diplomazia. Da un lato accetterà di ritoccare il rapporto deficit/Pil al 2,2% come richiesto dalla Commissione Ue, ottenendo in cambio il via libera sulle una tantum.

 

Con quali conseguenze?

La conseguenza sarà che dal 2018 le clausole di salvaguardia resteranno in vigore. Dal momento che negli ultimi tre anni la Commissione Ue ha accettato le clausole, le dovrà accettare anche per 2018 e 2019. Tutto si concluderà con uno scambio formale in cui il governo italiano si impegna a riportare il deficit al 2,2% e la Commissione Ue accetta le misure una tantum garantite dalle clausole di salvaguardia. Il messaggio quindi è molto semplice: “Addà passà ‘a nuttata”, come diceva Eduardo De Filippo. Questa volta “’a nuttata” è il 4 dicembre, data del referendum.

 

Secondo lei un’eventuale procedura d’infrazione arriverebbe prima o dopo il referendum?

Questo lo deve chiedere alla Commissione Ue, dipenderà dai reciproci rapporti di cortesia. Martedì abbiamo assistito per 24 ore a uno spot elettorale fatto da Barack Obama, senza che nessuno dicesse: “Ma scusi presidente Obama, lei che cosa c’entra con il referendum in Italia?”. Mi domando a che titolo la Casa Bianca abbia detto che bisogna votare Sì al referendum. E’ come se io andassi a New York per sostenere Donald Trump o Hillary Clinton.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
23/10/2016 - Ma Obama ce lo ha il titolo ! (ALBERTO DELLISANTI)

La mia battuta non cancella tutta la stima per l'intervista rilasciata dal Prof. Baldassarri. Purtroppo Obama "ha titolo". Perché insieme al Napolitano Re, a Merkel, a Cameron, e a quel minimo storico della Francia che risponde al cognome di Hollande, è (sono) i committenti della nomina di Renzi a "Premier", innanzitutto perché imponesse all'Italia quel guasta-costituzione che a calci nel sedere è riuscito a far passare anche a Palazzo Madama. L'Italia (nei desiderata dei citati Grandi Capi) deve rispondere a tamburo battente alle direttive dei tre Big Europei (ma ormai sono diventate due le donne, più il nano di Parigi) e del Leader Massimo, il Presidente USA. Direttive generali impartite dagli stati maggiori governativi, non certo dagli Obama in persona, che in questo senso mica sa come e quanto hanno scritto, a quattro mani, Renzi, Napolitano, Boschi, e Verdini. La Costituz. italiana, bisognosa di aggiornamento nel solco dello spirito democratico che la ispira, viene piegata a formato oligarchico, sul quale ci si chiede di votare a favore nel Referendum... Era naturale che Obama imbandisse la tavola del SI' alla Casa Bianca, con inviti comici, in particolare Benigni (comico ufficiale... ) e il Magistrato Super, Anticorruzione, nominato sì da Renzi stesso. Ma per un riguardo verso gli Italiani, non poteva lasciarlo a casa per una parvenza almeno (o più di una parvenza) di Servitore dello Stato, Indipendente, da non invitare al galà di Washington pro Renzi ?