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LEGGE DI STABILITÀ 2017/ Lo scambio Governo-Ue che non conviene agli italiani

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Il governo non ha disattivato i rincari Iva dal 2018 in poi  Il governo non ha disattivato i rincari Iva dal 2018 in poi

“Con la legge di bilancio 2017 il governo Renzi smentisce se stesso. Pochi mesi fa aveva promesso che avrebbe azzerato le clausole di salvaguardia anche per gli anni a venire. Ora invece si trova costretto a disattivarle solo per il 2017 in quanto buona parte delle coperture derivano da misure una tantum”. E’ il rilievo mosso dall’economista Mario Baldassarri, ex viceministro dell’Economia e delle Finanze, senatore per due legislature e attualmente presidente del centro studi Economia reale. Dopo la presentazione della legge di bilancio 2017, la Commissione Ue ha individuato alcuni punti deboli dando al governo Renzi una settimana per correggerli. In primo luogo il rapporto deficit/Pil va riportato dal 2,3 al 2,2%. Inoltre occorre intervenire sulle coperture che sono in larga parte basate su misure una tantum, perlopiù dipendenti da entrate una-tantum incerte e legate al condono delle cartelle esattoriali ed all’emersione di capitali.

 

Che cosa ne pensa della richiesta fatta dalla Commissione Ue di aggiustare il rapporto deficit/Pil?

E’ un dibattito ridicolo e surreale. La quantità dell’aggiustamento che si richiede sul deficit è del tutto irrilevante: lo 0,1% del Pil. Si conferma ancora una volta la stupidità del trattato di Maastricht che obbliga la Commissione Ue a discutere esclusivamente dei saldi di bilancio e non del livello e della composizione della spesa pubblica e del prelievo fiscale. Lo 0,1% di aggiustamento sta a fronte di 820 miliardi di spesa pubblica e 780 miliardi di entrate pubbliche. Data la stupidità del trattato di Maastricht, la Commissione Ue sta discutendo dello 0,1% che corrisponde a 1,6 miliardi, discrepanze statistiche!

 

Quindi che cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo prendere atto del fatto sempre più evidente che con questa stupidità di Maastricht non si va da nessuna parte, né per quanto riguarda l’Unione Europea né tantomeno per quanto riguarda l’Italia. Perché la Commissione Ue non chiede conto al governo italiano di quei 30-40 miliardi di sprechi dentro la spesa pubblica su 820 miliardi di uscite e di quei 100 miliardi di evasione fiscale su 780 miliardi di entrate totali? Eppure sulla base del trattato di Maastricht, la Commissione Ue deve guardare soltanto al saldo composto dalla differenza tra spese ed entrate.

 

In ogni caso come si spiega che il rapporto deficit/Pil sia arrivato al 2,3%?

Questa è un’altra incongruenza. Nella nota di aggiornamento al Def di fine settembre è stato scritto che il governo aumentava il rapporto deficit/Pil dello 0,4%, dall’1,6% al 2%, e che ciò avrebbe dato un impulso al Pil dello 0,4% facendolo passare dallo 0,6% all’1%. L’ufficio parlamentare di bilancio è stato costretto a intervenire osservando che i conti non tornavano. Adesso paradossalmente tornano perché il governo aumenta il rapporto deficit/Pil dello 0,7-0,8%, mentre conferma il Pil al +1%. Lo 0,8% in più di deficit determina uno 0,4% in più di Pil. Mi domando allora perché non lo abbiano scritto 15 giorni fa nella nota al Def.

 

Come valuta il rilievo dell’Unione Europea sulle entrate una tantum?

Sapevamo da sempre che l’Unione Europea vuole che a fronte di una spesa permanente ci siano coperture permanenti. Tra l’altro ciò ha determinato da parte del governo italiano una smentita di sé stesso. Pochi mesi fa il nostro esecutivo aveva detto che questa volta non solo avrebbe evitato le clausole di salvaguardia per il 2017, ma le avrebbe azzerate anche per gli anni futuri.

 

Invece che cosa è avvenuto?



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COMMENTI
23/10/2016 - Ma Obama ce lo ha il titolo ! (ALBERTO DELLISANTI)

La mia battuta non cancella tutta la stima per l'intervista rilasciata dal Prof. Baldassarri. Purtroppo Obama "ha titolo". Perché insieme al Napolitano Re, a Merkel, a Cameron, e a quel minimo storico della Francia che risponde al cognome di Hollande, è (sono) i committenti della nomina di Renzi a "Premier", innanzitutto perché imponesse all'Italia quel guasta-costituzione che a calci nel sedere è riuscito a far passare anche a Palazzo Madama. L'Italia (nei desiderata dei citati Grandi Capi) deve rispondere a tamburo battente alle direttive dei tre Big Europei (ma ormai sono diventate due le donne, più il nano di Parigi) e del Leader Massimo, il Presidente USA. Direttive generali impartite dagli stati maggiori governativi, non certo dagli Obama in persona, che in questo senso mica sa come e quanto hanno scritto, a quattro mani, Renzi, Napolitano, Boschi, e Verdini. La Costituz. italiana, bisognosa di aggiornamento nel solco dello spirito democratico che la ispira, viene piegata a formato oligarchico, sul quale ci si chiede di votare a favore nel Referendum... Era naturale che Obama imbandisse la tavola del SI' alla Casa Bianca, con inviti comici, in particolare Benigni (comico ufficiale... ) e il Magistrato Super, Anticorruzione, nominato sì da Renzi stesso. Ma per un riguardo verso gli Italiani, non poteva lasciarlo a casa per una parvenza almeno (o più di una parvenza) di Servitore dello Stato, Indipendente, da non invitare al galà di Washington pro Renzi ?