BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA E POLITICA/ La lettera pericolosa per Renzi e l'Italia

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

La Legge di stabilità 2017 sarebbe dovuta giungere alla Camera, e all’Unione europea, il 20 ottobre scorso. Invece, si spera che a Montecitorio arrivi oggi. Le discussioni in corso con l’Ue avvengono sulla base di slides e appunti, sconcertando numerosi dei nostri interlocutori. Lo sconcerto è ancora maggiore perché il palco dell’Ue viene utilizzato anche per smentire l’operato di un Ambasciatore d’Italia presso una prestigiosa organizzazione internazionale; la pubblica smentita ha dato adito al ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale di rilasciare una lunga intervista al Corriere della Sera in cui il responsabile della Farnesina documenta che il Presidente del Consiglio discetta di cose di cui non sa. Nel contempo pare che parte della manovra (ad esempio, la tassazione dei contanti e il futuro di Equitalia) stia cambiando mentre l’elaborato va in stampa. Il Governo non ci fatto una buona figura.

Il Presidente del Consiglio, tuttavia, pare baldanzoso, poiché è stato convinto da uno dei suoi consiglieri di avere un asso della manica: dopo la Brexit, l’Italia ha senza dubbio aumentato il proprio peso specifico in seno all’Ue, ma ciò non vuole dire che Roma sia too big to fail (troppo grande da non farla fallire e in grado di farle fare il bello e cattivo tempo nell’Ue). La storia recente ci racconta che non lo era neanche Lehman Brothers nel panorama della finanza degli Stati Uniti. Anche e soprattutto perché i nostri partner sono convinti che l’asso nella manica è poco più di un bluff: nell’arco di poche settimane, il Governo si è inimicato la dirigenza pubblica - il Consiglio di Stato ha presentato un “parere” di oltre 150 pagine sul decreto legislativo Madia di cui si profilano anche aspetti di incostituzionalità - e la diplomazia - con le rapide sostituzioni di Rappresentanti permanenti presso l’Ue e le accuse infondate a un proprio Ambasciatore. Senza l’apporto attivo della dirigenza pubblica e della diplomazia, qualsiasi asso nella manica è quello che non porta a fare né poker, né scala reale. In pratica, è un asso che si nasconde sotto i gemelli di una camicia inamidata, ma che non serve a nulla.

Non sappiamo ancora se funzionerà la strategia Ue di giungere a modifiche degli aspetti centrali della Legge di bilancio (in particolare del disavanzo e dei suoi impatti sul debito) utilizzando la moral suasion. Ciò - mi fa notare un alto funzionario della Commissione europea - richiede buone maniere da ambedue le parti. Altrimenti - aggiunge un delegato tedesco - l’Italia se ne andrà per la sua strada, seguendo prima o poi la Gran Bretagna o la Grecia. Indubbiamente, la Commissione e gli Stati che contano in seno all’Ecofin non sono nella condizione di cedere sui parametri essenziali del Trattato di Maastricht. Hanno già fatto ampie concessioni sul Fiscal compact avendo permesso all’Italia, di anno in anno, di posporre quell’equilibrio strutturale di bilancio che si era impegnata a raggiungere nel 2014, varando a tal fine anche una legge costituzionale rinforzata.



  PAG. SUCC. >