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GIORNATA DEL RISPARMIO / Redditi e fiducia: nell'indagine Ipsos un'Italia ancora convalescente

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Il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti  Il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, domani sarà celebrata a Roma la 92ª Giornata Mondiale del Risparmio, da sempre organizzata dall’Acri, l’Associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa. Interverranno il Presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti, il Presidente dell’Abi Antonio Patuelli, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

Come ogni anno, alla vigilia della manifestazione l’Acri presenta i risultati dell’indagine sugli Italiani e il Risparmio, che da sedici anni realizza insieme a Ipsos per questa occasione. I risultati dell’indagine sono suddivisi in due macroaree: la prima, comune a tutte le rilevazioni (dal 2001 al 2016), che consente di delineare quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli Italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato; la seconda focalizzata sul tema specifico della Giornata, che quest’anno è “La cultura del risparmio per la crescita”. D

all’indagine emerge chiaramente la distanza tra dati di fatto positivi e la ripresa di timori per le prospettive future. Da una parte ci sono elementi che dovrebbero sostenere una nuova fiducia: il Pil cresce per il secondo anno di fila, gli ottimisti sul proprio tenore di vita sono più numerosi dei pessimisti, aumenta il numero di coloro che riescono a risparmiare, lentamente si rimargina l’emorragia di consumi, e anche l’immobiliare appare in ripresa: dunque, mediamente, gli italiani stanno meglio di 2-3 anni fa. Dall’altra parte questa ripresa è stata contenuta rispetto alle attese di molti e non ha riguardato tutti: più di un quarto delle famiglie soffre in maniera diretta o indiretta della crisi, la cui fine appare a tutti ancora piuttosto lontana. Inoltre la situazione dell’Ue sembra generare diversi timori per il futuro del Paese.

Per il quarto anno consecutivo cresce (di 3 punti percentuali) la quota di italiani che affermano di essere riusciti a risparmiare negli ultimi dodici mesi: passano dal 37% del 2015 al 40% attuale, il dato più alto dal 2003, superando di gran lunga coloro che consumano tutto il reddito (il 34%, erano il 41% nel 2015). Al contempo, però, tornano ad aumentare le famiglie in saldo negativo di risparmio, dal 22% del 2015 al 25% attuale, perché cresce il numero di coloro che intaccano il risparmio accumulato (dal 16% dello scorso anno al 19% attuale) e rimane costante al 6% la percentuale di chi ricorre a prestiti. Anche riguardo ai consumi si registra un atteggiamento un po’ più rilassato rispetto al passato, soprattutto presso le classi medie e più abbienti, che ricominciano a spendere anche in quei comparti tralasciati negli ultimi anni, come le spese per la cura e la bellezza della persona.

 



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