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SPY FINANZA/ Ceta, Ue e le altre notizie "nascoste" della settimana

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Più nel dettaglio, la Vallonia considerava la questione dalla protezione degli investimenti come uno dei temi più sensibili del trattato: il Ceta introduce infatti la cosiddetta clausola "Isds", acronimo di Investor to State dispute settlement, la quale consente a un imprenditore straniero che si ritenga penalizzato da una qualche decisione dello Stato ospite (una decisione che abbia cambiato le condizioni stabilite nell'intesa iniziale) di cercare una soluzione della controversia con una conciliazione o un arbitrato. Dunque, le multinazionali possono citare in giudizio uno Stato se questo adotta politiche contrarie ai loro interessi. 

E, cosa ancora più grave, l'ok al Ceta - ormai scontato e con introduzione in prova in tempi rapidi - di fatto introduce in maniera proxy anche il Ttip dato per morto, visto che l'85% delle multinazionali Usa ha una filiale canadese e quindi può sfruttare il Ceta come cavallo di Troia. Non vi pare che questa notizia meritasse l'apertura dei telegiornali di giovedì sera, invece della pantomima tra Roma e Bruxelles su un decimale di deficit? 

Attenti, in periodi di disinformazione strategica e generalizzata come questa, fanno passare qualsiasi cosa. E rischiate di pagarne le conseguenze a cose fatte, quando non si potrà più tornare indietro. Esattamente come con la manovra farsa del governo, i cui costi reali si abbatteranno sugli italiani nel 2017. 

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