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L'INTERVISTA/ Castagna (Bpm): la fusione con il Banco Popolare è decisiva per noi e per il sistema-Italia

Pubblicazione:lunedì 3 ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento:lunedì 3 ottobre 2016, 13.31

Giuseppe Castagna, Ad della Popolare di Milano Giuseppe Castagna, Ad della Popolare di Milano

FUSIONE BPM-BANCO POPOLARE: IL PUNTO DI GIUSEPPE CASTAGNA. "Il futuro è di chi fa". Più di ogni cifra o di ogni sottolineatura tecnica, per Giuseppe Castagna amministratore delegato della Popolare di Milano - il progetto di fusione con il Banco Popolare è una scelta di lavoro e di coraggio da parte di tutti quelli che la stanno portando a termine: i soci, i dipendenti, i clienti mentre attorno i mercati finanziari, le autorità di vigilanza, il governo seguono con la massima attenzione. Il mese di ottobre segnerà la fase finale dello sviluppo di un progetto avviato lo scorso marzo dai consigli d'amministrazione di Bpm e Banco Popolare. Sabato 15 ottobre, i soci della Popolare di Milano si ritroveranno in assemblea straordinaria per il via libero definitivo alla fusione destinata a creare il terzo polo bancario italiano: la formalizzazione dell'operazione è in calendario per l'1 gennaio. Su questo momento decisivo Castagna ha voluto rispondere alle domande del sussidiario.

Dottor Castagna, a sei mesi dalla scelta iniziale degli organismi di governance dei due gruppi, il piano mantiene la sua piena validità. Come si accinge a riassumere le motivazioni e gli obiettivi nel confronto diretto con i 47mila soci della Bpm?

Il piano industriale, presentato congiuntamente al Banco Popolare lo scorso 16 maggio, non solo mantiene la sua validità, ma si è ulteriormente rafforzato in seguito alle autorizzazioni rilasciate, senza riserve e senza alcuna richiesta aggiuntiva, da Banca d’Italia e Bce agli inizi di settembre. È un piano ambizioso che produrrà molta redditività, basti pensare alle sinergie che costituiranno il carburante per il raggiungimento degli obiettivi al 2019, in un contesto in cui i tassi si manterranno bassi anche per i prossimi anni. Ai soci che interverranno in assemblea illustrerò il progetto sintetizzandone obiettivi e azioni principali, così da rendere tutti consapevoli dell’effettiva valenza strategica dell’operazione, ma ciò che maggiormente mi sembra importante trasmettere è la rilevanza che questa fusione riveste non solo per i due istituti coinvolti, ma per l’intero sistema bancario italiano.

 

Il presidente della Bce, Mario Draghi, negli ultimi giorni ha sollecitato le banche europee ad aggregarsi per far fronte ad alcuni "eccessi di offerta": la fusione Banco-Bpm appare una risposta concreta e importante dallo scacchiere italiano. Quali sono i percorsi industriali che il nuovo gruppo intende seguire per essere competitivo nella nuova situazione di mercato?

A partire dal 1° gennaio 2017, la fusione Banco-Bpm darà vita al terzo gruppo bancario del Paese. La crisi ha dimostrato come per le banche piccole e regionali sia diventato complicato fare il loro mestiere. La tipologia di clientela sta cambiando, le richieste di servizi sempre più ad personam o rispondenti a bisogni sempre più diversificati mettono in difficoltà sul lungo periodo le piccole e medie realtà bancarie, a causa dell’aumento dei costi per poter far fronte alle numerose esigenze. Prendiamo il caso della multichannel bank, una realtà che fino a pochi anni fa non esisteva ma che ora è in continua espansione, come lo sono i costi di implementazione, sicurezza e personalizzazione dei servizi. 


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