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IL CASO/ Le cantonate da evitare su Deliveroo, Foodora & Co.

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Di qui a parlare del food-delivery come della pietra filosofale per i problemi economici dell’Occidente o a descrivere il fenomeno col tono giulivo dei cantori oltranzisti della “app-economy”, ne corre. Ma è appunto quel che pensa Sarzana - 35 anni, una bella carriera nella pubblicità tradizionale e poi la svolta manageriale nel mondo delle nuove imprese. Chi esagera “dipingendo così” queste start-up di food-delivery, cioè pretendendo di individuare in esse il simbolo del nuovo che avanza, nuoce innanzitutto proprio a loro: “E poi non vorrei più sentir parlare tanto facilmente di start-up”, aggiunge lui, “perché l’accezione esatta di questo termine inglese, per me, andrebbe limitata ad aziende distinte da un tasso di crescita molto maggiore di quello delle aziende normali, direi quattro volte più veloce. Altrimenti sono aziende dinamiche, innovative, quel che si vuole… ma sono un’altra cosa!”.

E forse la riprova dell’opportunità di inquadrare nella luce giusta la moda del food-delivery - né ciarpame, né toccasana - viene proprio dal caso di Pizza Bo. Il gruppo tedesco Rocket Internet - in verità, famoso per le sue operazioni mordi-e-fuggi sul mercato finanziario, compro oggi e rivendo al doppio tra sei mesi - l’ha acquistata a inizio del 2015 appunto per 51 milioni di euro, dopo 5 anni dalla fondazione. L’ha poi rivenduta nella primavera scorsa ai danesi di Just-Eat per 30. Che dopo poche settimane hanno deciso di chiudere bottega e trasferire da Bologna a Milano i dipendenti: che hanno accettato in 16 su 50. Di strano, rispetto alle logiche della “old economy” ci sono i tempi sincopati di questa strana sfida ingaggiata e abbandonata a tambur battente. C’è il disinganno del fondatore materano di Pizzabo, Christian Sarcuni, che si è dimesso dissociandosi della mossa di Just Eat, ma è del resto ben sazio dei proventi della prima vendita, da lui a Rocket. E c’è l’errore di valutazione fatto dagli americani, nel comprare male: ma errori, nel crescere tanto, e in fretta, e in tanti mercati diversi, ne possono ben capitare.

Peraltro, il progetto globale era furbo: integrare l’acquisizione dell’azienda italiana in una divisione molto grande, chiamata Global Online Takeaway Group, con dentro la spagnola Nevera Roja, una quota nella Delivery Hero (un colosso da 496 milioni di euro attivo in 24 Paesi con 90mila ristoranti) e ancora Foodpanda, forte in Asia. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. O meglio: dipende dal gioco del prezzi...

Di sicuro, il settore non è ancora assestato: sta crescendo tumultuosamente, in disordine, con trionfi e disastri. E anche in Italia il campo di battaglia è tutt’altro che pacificato. Just Eat, colosso danese, fronteggia appunto Deliveroo e Foodora, punzecchiate tutte e tre da più piccoli concorrenti come Bacchetteforchette, myFOOD o Moovenda. Niente di che. Una normale guerra commerciale in un settore nuovo, anche se non nuovissimo. L’importante è non chiamarla economy qualcosa. È commercio, nuova edizione.



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