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FINANZA E POLITICA/ Italia, il pericolo viene dagli Usa

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Janet Yellen (LaPresse)  Janet Yellen (LaPresse)

Gli Stati Uniti intendono evitare il ripetersi della situazione ed è verosimile che, dopo le elezioni presidenziali, l’incremento dei tassi sarà meno graduale di quanto non sia avvenuto nel passato.

Andiamo alle implicazioni per noi. Un rapido aumento dei tassi ha tre conseguenze immediate: a) la crescita economica; b) il debito pubblico e il suo rifinanziamento, man mano che i titoli vengono a scadenza; c) alcune misure specifiche di politica tributarie previste nella Legge di bilancio che sta per essere esaminata dal Parlamento.

L’incremento dei tassi d’interesse Usa avrà l’effetto di rallentare la crescita in Europa; i venti istituti del consensus stimano mediamente sull’1% l’aumento del Pil dell’eurozona nel 2017 (rispetto all’1,5% del 2015). Ciò non potrà non avere ripercussioni sull’Italia, la cui crescita si assesterebbe sullo 0,5-0,6% del Pil con conseguenze sul gettito tributario e sul rapporto debito/Pil (da qui le preoccupazioni delle autorità europee rispetto ai conti dell’Italia). Tre determinanti aggraveranno la situazione del debito pubblico: a) la più bassa crescita del Pil (che avrà l’effetto di aumentare il rapporto debito/Pil), b) il più alto costo del rifinanziamento; c) il conseguente incremento del Pil in termini assoluti (alto motivo di preoccupazione). In questo contesto, occorre chiedersi se misure come la voluntary disclosure avranno effetti positivi.

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