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Economia e Finanza

FINANZA/ Il disegno di potere degli Usa che passa dall'Italia

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Le due potenze nucleari europee non parteciparono una al Mec (con la creazione dell'Efta) e l'altra al rafforzamento della Nato con la decisione di De Gaulle del 1966 (dieci anni dopo Suez!) di non partecipare più come Francia al comando integrato dell'Alleanza, proprio nel momento più critico del confronto con l'Urss. Dopo avvenne lo scacco nordamericano nella guerra dell'Iraq del 2003: né Germania, né Francia parteciparono per timore di perdere ogni influenza in Medio Oriente, Pareva che il fronte Usa-Uk, con la volontà distruttrice di Blair, dovesse ricomporsi e in tal modo formare un'Europa in cui la potenza tedesca potesse essere bilanciata dal ruolo inglese storicamente affermatosi come unica potenza in grado di frenare l'espansionismo tedesco.

La Brexit pone in discussione proprio questa Europa e ciò getta gli Usa in una difficile situazione geo-strategica nella delineazione della strategia nuova che si va delineando di contenere l'esportazione solitaria di sicurezza e di farla condividere, scacchiere per scacchiere mondiale, ai protagonisti di secondo livello del confronto globale e di primo livello locale e regionale. In Europa gli Usa debbono ripiegare ormai solo sull'Italia. La Francia è sempre riluttante a seguire gli Usa e non dismette ambizioni imperiali e la Germania non abbandona l'ordo-liberismo che spinge nella deflazione secolare tutta l'Europa e mette in crisi la ripresa mondiale che si allontana sempre più contestualmente all'importante crisi cinese.

Nonostante la crisi, la Brexit consegna il Regno Unito all'alleanza strategica di lungo periodo con la Cina sancita dall'impegno nucleare in forma energetica e dal profluvio di investimenti cinesi nel Regno Unito che non sono in contraddizione, per la Cina, con l'impegno con la Francia e la Germania sul fronte delle infrastrutture della via della seta, a cui, del resto, l'Uk fornisce il carburante finanziario con la creazione a Londra (senza gli Usa!) della Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture, recentemente creata con l'assenza del solo Giappone.

L'Europa che sta delineandosi è ben diversa da quella immaginata nel secondo dopoguerra dall'intelligence nordamericana e assomiglia piuttosto a una tremolante alleanza che mostra il conto della nuova guerra non solo fredda con la Russia, che nonostante la caduta dell'Urss si veste di nuovo con Putin dell'espansionismo grande russo da sindrome da isolamento e minaccia i baltici, i polacchi e gli scandinavi. La Storia ritorna implacabile.

In questo contesto impedire l'incendio della prateria italiana è essenziale per gli Usa. Se la crisi italiana dalla desertificazione industriale alla crisi sistemica bancaria esplodesse - come sta per esplodere - tutto il retroterra delle guerre mesopotamiche in cui i russi ora giocano un ruolo prima impensabile, con un contraltare degli Usa veramente drammaticamente ingenuo nell'agone diplomatico e militare, si sgretolerà con conseguenze incalcolabili. Tutto sarà difficile perché i russi difendono a spada tratta l'accesso al Mediterraneo dalla Crimea e dalla Siria. Per questo spegnere l'incendio italiano è questione di vita o di morte per gli Usa.


COMMENTI
07/10/2016 - 4 Dicembre: Santa Barbara (ALBERTO DELLISANTI)

Siamo stati energicamente sospinti al 4 di dicembre per l'assoluto comodo di Renzi, e dell'establishement euro americano - il più alto - di cui lui è beneficiario ed espressione. Oggi il Sig. Panizza mi fa pensare al forse unico aspetto "positivo" di quella data, così procrastinata. Cita Santa Barbara, la quale è la protettrice di artificieri, minatori, vigili del fuoco, ecc. Possa proteggere anche chi (come il qui scrivente) si trova a fare lo "sminatore" al Referendum, mediante il NO. Il commento di Panizza del 4/10 era entusiasta di Caldarola e spiegava alla gente come me che siamo in preda a dei ritornelli ("refrain"...). La mancanza di altri argomenti gli ha fatto prendere la via del sarcasmo. Quelli del NO forse hanno le traveggole. Vedono "consorterie internazionali", "si mettono di traverso", vanno alle crociate (anzi, "pseudocrociate") e non hanno in mente alternative. Si deride il fatto che cittadini con opinioni diverse tra loro convergano sulla necessità di bocciare la discreta piallata alla democrazia di neo falegnami toscani, maschi e femmine. Persone spumeggianti. Stasera ho visto la Boschi su La7. E' la gemella di Renzi. Affabulano con medesima abilità. Sapelli ha potuto "toucher" Panizza e ne sono contento, vista quanta gioia esprime...

 
07/10/2016 - Europa libera ! (delfini paolo)

Grazie al Prof Sapelli per l'articolo.Una cosa comunque è certa ,tanti Europei non vogliono più essere i vassalli degli americani o dell'asse Germania-Francia- Gb, se non altro perche non desiderano un futuro di miseria e di oppressione.

 
07/10/2016 - a 360 gradi (Massimiliano PANIZZA)

touché ! ; con un occhio a 360 gradi sulla realtà andrò a votare il 4 dicembre, giorno di Santa Barbara ....la Santa Barbara del mio cuor come diceva una bellissima canzone del Principe al secolo FdG

 
07/10/2016 - Italia, Libia e Stati Uniti (Tiziano Villa)

Le analisi del Prof. Sapelli sono sempre stimolanti per l'ampiezza degli orizzonti. La tesi di Sapelli che agli SUA serva l'Italia come base in Europa e nel Mediterraneo cozza pero' contro i fatti elementari della politica americana recente, che sembra invece regalare l'Italia come preda di guerra a Francia e Germania, purche' queste ultime li assecondino su altri fronti. Mi riferisco in particolare alla crisi libica, dove gli Stati Uniti hanno sostenuto l'operazione franco-inglese volta ad espellerci dalla Libia, sostituendo Gheddafi con un regime amico di Francia e GB. Se gli SUA avessero avuto il ben che minimo interesse a non farci andare a fondo, si sarebbero opposti a un'operazione in cui eravamo i perdenti principali. Al contrario l'hanno resa possibile. Per cui se ci culliamo con l'llusione che ci salvera' l'America, la vicenda di Libia dovrebbe raffreddarci.