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FINANZA E POLITICA/ Così "The Donald" farà scoppiare il debito in Italia

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A compensare le minori entrate (oltre a un possibile effetto crescita delle attività e quindi del gettito) serviranno dazi selettivi, soprattutto per colpire il dumping cinese. Inoltre, verrà sicuramente messo un dazio sulle reimportazioni dall’estero effettuate dalle società americane che delocalizzano. Ci sarà in questo una certa volontà punitiva, peraltro non molto diversa da quella che abbiamo visto in azione negli ultimi mesi nei confronti delle società americane che hanno fatto la cosiddetta inversione fiscale domiciliandosi all’estero. A favore di Trump giocherà il controllo del Congresso, che indebolirà l’azione delle lobbies.

In sostanza, si può prevedere: a) una politica espansiva che allontanerà il rischio recessione a vantaggio di Wall Street, sostenuta dai titoli delle costruzioni, delle infrastrutture per l’energia e dal pharma; b) un costo del denaro più alto, con la conseguenza di rendimenti più elevati per i T-bond; debolezza per il mercato dell’auto e quello immobiliare, condizionati dall’aumento dei costi del denaro; c) un forte aumento dell’offerta dei prodotti energetici e probabile caduta dei prezzi.

L’Europa trarrà beneficio dal dollaro forte e dalla maggiore crescita americana. La Bce, in dicembre, rinnoverà il Quantitative easing per sei o nove mesi, ma sullo sfondo si intravede la fine dei tassi negativi, primo passo dell’inversione di tendenza dei tassi che l’Italia farà bene a non trascurare. All’inizio degli anni Ottanta l’Italia affrontò l’aumento della spesa pubblica per far fronte alle conseguenze del terremoto in Irpinia, proprio mentre gli Usa davano il via al rialzo dei tassi per contrastare l’inflazione Si innescò un processo vizioso del debito pubblico, allora sotto il 100% che ha avuto effetti devastanti nel tempo.

Oggi si profila una situazione con molte analogie rispetto ad allora. Ma, purtroppo, la finanza pubblica è assai più debole. È necessario intervenire, senza farsi distrarre dai referendum o illudersi che la protezione di Mario Draghi sia destinata a durare in eterno.



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