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SPY FINANZA/ Bce, il disastro nascosto dietro Trump

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Ecco cosa ha dichiarato Constancio riguardo la situazione dell'eurozona: «Prevedo che la ripresa dell'area possa continuare il percorso attuale e che la disoccupazione scenderà sotto il 10%, per la prima volta da molti anni, mentre l'inflazione continuerà la normalizzazione con un tasso chiaramente sopra l'1% dalla prossima primavera. Nel complesso, la ripresa nell'area dell'euro sta continuando a un passo moderato ma costante, sostenuta dalle politiche condotte dalla Bce che hanno migliorato le condizioni finanziarie, ridotto la frammentazione finanziaria e sostenuto l'attività economica e l'inflazione mentre la resistenza dell'economia riflette ampiamente il grado di espansione monetaria, attuale e attesa». Ma in quale mondo vive Constancio? Ha appena descritto una situazione inesistente, visto che l'eurozona è bloccata in deflazione, non conosce crescita se non frazionale e basata su stimoli una tantum, non vede aumento dei volumi nei meccanismi di trasmissione del credito, tanto che la Bce ha dovuto aumentare gli acquisti, includendo anche i bond corporate, segnale di una valutazione sbagliata dell'Eurotower rispetto alla quantità di collaterale necessaria per stimolare l'inflazione e del fatto che le aziende per finanziarsi ricorrono a emissioni con il badile, visto che le banche tengono la liquidità parcheggiata overnight proprio alla Bce, pagando lo scotto dei tassi negativi sui depositi. Fallimento totale, ma o la colpa è di Trump oppure si nega bellamente l'evidenza. 

Per Constancio, inoltre, questa ripresa si è rivelata resistente a una serie di shock negativi come il rallentamento economico in Cina la scorsa estate, le forti turbolenze di Borsa nella prima parte dell'anno e, più di recente, l'incertezza dovuta al referendum in Gran Bretagna. Per riuscire a far fronte al problema della bassa redditività delle banche nell'area dell'euro, dovuta a fattori ciclici e strutturali con rischi per la crescita futura della regione, i Paesi dell'euro devono invece attuare una strategia congiunta per risolvere i livelli eccessivi di crediti problematici e le sovraccapacità in alcuni Stati: «Abbiamo bisogno di un settore bancario più forte perché è essenziale per trasmettere meglio gli impulsi di politica monetaria e per sostenere la ripresa economica». Ma se quel settore lo state caricando di liquidità a costo zero e non chiedete in cambio nulla a livello di erogazione del credito, in un contesto di timore per Basilea 4, come pensate di poter risolvere la situazione, con la bacchetta magica? Oppure, come sempre, a parole. 

A detta di qualcuno, poi, i commenti del vice-presidente della Bce indicherebbero che l'Istituto potrebbe non voler rallentare o fermare, almeno nel breve termine, il programma di acquisto di obbligazioni. In questo senso, i responsabili delle politiche della Bce si stanno preparando per un incontro chiave l'8 dicembre, in cui ci si aspetta che si decida sul futuro del programma di acquisto di bond di 80 miliardi al mese, ovvero la sua prosecuzione - scontata fin da ora, visto che l'inflazione viaggia allo 0,3% nell'eurozona e se si smette di comprare gli spread esplodono e la Borsa si schianta - oltre il termine statutario del marzo 2017. Comunque vada, un fallimento totale. Ma c'è la comoda scusa dell'elezione di Trump. Almeno fino all'8 dicembre, poi toccherà fare i conti con la realtà. Noi italiani prima di tutti. 

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