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TRUMP E MERCATI/ L'ideologia dietro le toppate degli "esperti"

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Cosa voglio dire, con questa digressione sui temi climatici? Voglio dire che quando l’ideologia è dominante e offusca la nostra capacità di comprendere la realtà e le sue variazioni, inevitabilmente si diventa vittime di chi in questo momento detiene il potere (politico, mediatico, finanziario). Questa cecità, che ha certamente delle convenienze e delle convivenze col potere, è comunque una cecità scientificamente e storicamente rilevabile. Il clamoroso fallimento nella capacità di prevedere l’elezione di Trump (nessun istituto statistico ha osato ipotizzare nemmeno l’incertezza sul risultato, e questo è un fallimento scientifico) è soltanto l’ultimo clamoroso fallimento di una serie infinita di errori clamorosi. Basti citare le previsioni sul risultato del referendum inglese per la Brexit, i risultati delle elezioni regionali in Germania (con la sconfitta della Merkel), quelle italiane con il successo del M5S. Per non parlare delle continue previsioni sbagliate sul Pil italiano compiute da tutti gli attori, sia quelli interessati (il ministero dell’Economia), sia quelli che dovrebbero garantire sulla scientificità delle loro previsioni (Istat, Ocse, Fmi, ecc.).

Ma pure il mondo scientifico soffre per l’impostazione ideologica liberista, quella per il quale il mercato è per definizione “libero” e quindi i valori determinati da esso sono corretti (il famoso “giusto prezzo”) e le variazioni hanno carattere casuale e non prevedibile. Proprio basandosi su tali pregiudizi, gli studiosi Merton e Scholes fecero uno studio che procurò loro il premio Nobel e che è tutt’oggi la base scientifica sulla quale si basano i moderni strumenti di analisi statistica e di previsioni (del Pil e di tutto il resto). Ma proprio basandosi su quello studio il fondo speculativo Ltcm operò con clamorosi risultati finanziari per qualche anno, fino al collasso catastrofico (nel 1998) che richiese l’intervento dell’americana Fed per evitare il collasso dell’intero sistema finanziario.

Come già detto numerose volte nei miei articoli, la realtà (soprattutto quella economica e finanziaria, oltre a quella politica) è frattale, cioè favorisce gli eccessi e quindi la stima tramite valori medi (o comunque calcolati) non fornisce una rappresentazione adeguata della realtà e una variazione inizialmente ritenuta minima può essere il segnale premonitore di un capovolgimento epocale. Oggi abbiamo tutti gli strumenti scientifici per comprendere adeguatamente la realtà nella sua complessità. Finché la comprensione della realtà viene distorta dalle lenti di un’ideologia saremo condannati a non comprendere la realtà. Invece il metodo per comprendere la realtà, come insegnato anche da qualche direttore spirituale, dev’essere dettato dalla realtà stessa.

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