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MPS/ Il piano sui bond e lo "spettro" del bail-in

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Ma qual è il rischio reale, quello che il mercato sta già prezzando? Per i bondholder c'è il trade-off tra aderire e assumersi il rischio equity e non aderire con il rischio che la ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il bail-in. Con quest'operazione la banca cercherà di favorire la più ampia adesione all'aumento di capitale, in modo da coinvolgere anche i possessori delle obbligazioni, specie se rientranti nella categoria diversa dagli investitori qualificati: in ogni caso, l'operazione è su base volontaria e resta quindi soggetta a numerose incertezze, in parte legate all'andamento dei mercati. Avete capito bene: se l'operazione dovesse fallire, entreranno in gioco «azioni straordinarie da parte delle autorità competenti, che potrebbero includere, tra le altre, l'applicazione degli strumenti di risoluzione previsti dal cosiddetto bail-in, che prevede tra le altre cose la possibile conversione forzata dei titoli subordinati. Quindi, in caso di applicazione di specifici strumenti di risoluzione, gli strumenti computati nei fondi propri della banca, tra cui i titoli, potrebbero essere soggetti a riduzione del relativo valore nominale o conversione in azioni Mps», ha scritto la banca stessa nel prospetto dell'operazione. 

Dunque, l'operazione di conversione appare decisiva per quantificare il resto delle risorse necessarie a completare la ricapitalizzazione. Eppure, si parla davvero poco di questa inezia: avete idea a cosa porterebbe l'applicazione del bail-in per la terza banca del Paese? Non vorrei che la soddisfazione del premier per quello zerovirgola regalatogli dall'Istat grazie ai soliti consolidamenti e revisioni si trasformi in una vittoria di Pirro, in caso davvero Mps fosse costretta a ricorrere alle normative europee e tosare i propri obbligazionisti: avete presente l'effetto Etruria e soci? Ecco, moltiplicatelo per mille. Fossi Renzi, comincerei a preoccuparmi: tanto più che il famoso cavaliere bianco del Qatar appare sempre più invisibile con il passare dei giorni. 

Qui si gioca con un rischio sistemico, non con qualche decimale di Pil: spero che almeno a Bankitalia e al Mef si rendano conto della bomba a orologeria che grava su questo Paese. 

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