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PIL +0,3%/ Il Governo esulta, ma l'Italia rischia il commissariamento

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Pier Carlo Padoan (LaPresse)  Pier Carlo Padoan (LaPresse)

Che allora il debito pubblico era sopra il 115% del Pil, mentre ora è superiore al 130%. E non c'era nemmeno il Fiscal compact. Quindi rischiamo di essere commissariati. Come si è visto nel caso della Grecia, poi, le politiche che vengono imposte non sembrano essere le migliori per il Paese. L'abbiamo anche constatato con Monti…

 

Come si può ridurre questo rischio?

Basterebbe un modesto aggiustamento del debito. In modo da far capire che si è intrapreso un cammino di discesa del debito, continuando quindi ad aumentarne la solvibilità. Renzi non lo sta facendo perché ha bisogno di vincere il referendum in cui si è incastrato. Non può quindi tornare indietro rispetto a quanto ha promesso.

 

Intanto l'Europa si sta mostrando più conciliante rispetto all'Italia e alle sue richieste di flessibilità.

Non mi sembra che sia così conciliante, perché la Commissione europea sembra orientata a sospende il giudizio sulla Legge di bilancio fino a inizio 2017. Il fatto è che se lo spread continua a salire e l'Italia va in difficoltà, il meccanismo europeo è quello del commissariamento. 

 

In cosa si concretizzerebbe questo commissarimento?

Come prima cosa ci direbbero di fare una manovra correttiva. Ma questo governo quale manovra correttiva potrebbe fare? Dovrebbe rinunciare alle operazioni che ha fatto. Il che è molto difficile. Quindi non ci resterà che aumentare le imposte o tagliare delle spese. Si dovranno fare cose sgradevoli. Mi auguro ovviamente che non si arrivi a questo, ma se lo spread aumenta l'Europa deve aiutarci e per farlo chiederà in cambio di mettere in campo determinate politiche che in passato non ci hanno certo giovato.

 

(Lorenzo Torrisi)



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