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PAGELLE BRUXELLES/ La "vittoria" di Matteo grazie al veto

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Pierre Moscovici (Lapresse)  Pierre Moscovici (Lapresse)

Esprime soprattutto un'esigenza che viene sempre più avvertita. Non è possibile che i paesi dell'Europa dell'Est prendano decisioni autonome che vengono poi in parte accettate, come accade sui migranti. È stata una mossa molto visibile e tutto sommato credo sia stato un bene, perché è una cosa che deve passare all'opinione pubblica. Quindi il discorso che non si fanno i muri con i soldi dei paesi che accolgono i migranti, tutto sommato, nel suo semplicismo, è accettabile.

 

Secondo alcune analisi, la vittoria di Trump indebolisce l'Europa. Lei è d'accordo?

È passata una sola settimana, dunque è difficile tirare già le somme. Se Trump facesse anche solo la metà di quello che ha detto metterà in pericolo in primo luogo l'economia americana e poi quella globale. Peraltro c'è un episodio del passato sul quale bisogna riflettere. Quando Reagan era Presidente venne deciso di imporre un dazio punitivo molto forte sui semiconduttori provenienti da Giappone e in Cina. Dopo tre mesi i produttori americani di computer andarono in ginocchio dal Presidente a chiedere di toglierlo, perché si metteva a rischio un intero settore produttivo. E anche oggi gli Usa non possono "isolarsi" senza farsi del male.

 

Pensa invece che le elezioni che l'anno prossimo ci saranno in paesi come Francia e Germania possano rallentare il processo di una necessaria revisione dell'assetto dell'Ue?

Dipende anche da come andranno queste elezioni. Io penso che il 2017 sarà un anno di passaggio, in cui le esigenze verranno poste sia da atti e dichiarazioni dei capi di governo che mediante i risultati delle elezioni. Se non ci saranno stimoli esterni, cioè catastrofi o guerre ai nostri confini, ci sarà tutto l'anno a disposizione per ripensare il modello europeo. Finora l'Ue non ha dato sufficienti risposte ai problemi, bisognerà capire perché e costruire una nuova Unione in cui le risposte arrivino. Tutto questo va messo in agenda a fine 2017-inizio 2018.

 

(Lorenzo Torrisi)



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