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SPY FINANZA/ Le mosse pronte per la Bce

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Mario Draghi (Lapresse)  Mario Draghi (Lapresse)

A confermarlo, le parole finali di Valls: «Il Brexit e l'elezioni di Donald Trump ci dimostrano come sia importante ascoltare il malessere dei cittadini e che i politici spaventati dal prendere decisioni stiano solo aprendo le porte a demagoghi e populisti». Ma guarda un po' che capriola, il buon Valls. Tornando alle minute della Bce, ecco poi il nodo fondamentale, più ancora del Qe nel breve termine: l'elevato ammontare di prestiti deteriorati - o sofferenze - nei bilanci delle banche europee, il quale rischia di pesare sulla trasmissione degli effetti delle decisioni di politica monetaria della Bce. «La futura evoluzione degli standard, dei termini e delle condizioni del credito va monitorata con cura. Gli attuali problemi strutturali nei bilanci delle banche, che sorgono principalmente dai livelli ancora alti di sofferenze in parte del settore bancario europeo, insieme alle sfide di carattere normativo e alla debolezza nella redditività, sono visti come un possibile rischio per la trasmissione della politica monetaria e di un'ulteriore ripresa delle dinamiche del credito». 

Ed ecco emergere quanto vi ho sottolineato nel mio articolo di ieri, ovvero la battaglia su Basilea 4: per la Bce, «le sfide di carattere normativo e la futura evoluzione degli standard del credito si riferiscono alle nuove regole di Basilea 4 che costringeranno gli istituti europei ad accantonare ancora più capitale, rischiando di innescare un nuovo credit crunch». Insomma, i prossimi 28 e 29 novembre a Santiago del Cile si potrebbe decidere molto del futuro economico dell'eurozona. Giusto in tempo per garantire a Mario Draghi 8 giorni di ulteriore riflessione sul da farsi, prima del board dell'8 dicembre e passato il referendum costituzionale italiano e il ballottaggio per le presidenziali in Austria. 

La Germania? Dopo la sparata di Manuel Valls, dubito che tenterà blitz rigoristi, anche se le minute pubblicate giovedì contenevano le critiche verso il Qe del membro tedesco dell'esecutivo della Bce, Yves Mersch, il quale ha invitato l'Eurotower a ridurre il proprio programma di acquisto di asset il più presto possibile, sebbene questo richiederà tempo. «Un'estensione troppo prolungata degli acquisti di asset rischia di fornire incentivi sbagliati ai governi, fino a contravvenire alle regole europee sul finanziamento degli Stati. Gli acquisti di bond sono stati introdotti come misura temporanea e devono essere ridotti il prima possibile», ha osservato Mersch, aggiungendo tuttavia che «alla luce del volume del programma di acquisti, ciò richiederà tempo». Della serie, dovevo fare la mia sparata per contratto, ma so da solo che ormai la strada è segnata. 

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