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SPY FINANZA/ Spread, Mps e le "stranezze" finanziarie dell'Italia

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Ormai è una certezza: tra Italia e Ue siamo alla pantomima. Lo certifica la cronaca che degli eventi ha fatto ieri un quotidiano istituzionale come Il Sole 24 Ore: le risposte dell'Italia ai rilievi della Commissione europea sulla legge di bilancio sono motivo di insoddisfazione a Bruxelles, ma si continua comunque a trattare. Della serie, se salta l'equilibrio che l'Italia garantisce sul fronte dei cosiddetti Piigs, viene giù tutto. E i continui movimenti al rialzo dello spread, solo lì a ricordarcelo. La schermata a fondo pagina ci mostra chiaramente quale sia il trend in atto: il differenziale tra il rendimento dei nostri titoli di Stato e quelli tedeschi continua ad allargarsi, in maniera costante ancorché ancora "sobria" e nessuno a oggi è intervenuto. 

Non vi fa pensare tutto questo? Essendo in essere il backstop fisso della Bce rispetto al debito sovrano, questo trend avrebbe già dovuto stabilizzarsi. A meno che, invece, anche a Francoforte non faccia comodo inviare il messaggio rispetto a come dover votare il 4 dicembre, se si vogliono evitare guai rispetto all'indebitamento dello Stato: cosa vi avevo detto la scorsa settimana rispetto all'ondata di terrorismo finanziario che sarebbe arrivata mano a mano che ci si avvicina alle urne? È tutto un teatrino. 

A quanto si apprende da fonti europee, i chiarimenti forniti dal nostro ministero dell'Economia nella lettera del 27 ottobre non sono serviti a eliminare le riserve sulla manovra. Anzi, i toni e i contenuti della lettera non sono piaciuti, tanto che la missiva italiana è stata considerata meno costruttiva tra le tutte le richieste di chiarimenti. Conseguenze? Zero. Certo, le schermaglie sono all'ordine del giorno, ma senza quelle la pantomima sarebbe troppo evidente. E, quindi, per nulla credibile, quando giungerà il momento, per il governo Renzi, di appellarsi alla formuletta magica del "ce lo chiede l'Europa". A Bruxelles fanno ad esempio notare che la possibilità di investire in prevenzione per la messa in sicurezza degli edifici con misure antisismiche al di fuori dal Patto di stabilità è prevista dalla comunicazione sulla flessibilità del 13 gennaio 2015, nell'annesso uno. Quindi, quando si accusa la Commissione Ue di non permettere investimenti antisismici - si afferma nei medesimi ambienti citati dal Sole 24 Ore - viene fatto populismo a buon mercato. Certo, anche fare certi discorsi da parte delle autorità europee quando la terra ancora trema non è il massimo del buon gusto, ma poco male, ormai tocca muoversi su terreni inesplorati di mancanza di rispetto. 

Inoltre, anche la sorta di lista di proscrizone messa in atto da Bruxelles appare ridicola: stando alle cronache dei dietro le quinte, cinque governi hanno risposto finora alla richiesta di informazioni e assicurazioni della Commissione europea sulle scelte di bilancio 2017. Stando a quanto si apprende, tre vengono considerate a Bruxelles costruttive, tra cui la risposta finlandese; due invece vengono considerate meno costruttive e si tratta di quella italiana inviata dal ministro Pier Carlo Padoan e di quella cipriota. Un cliché nel cliché, i falchi del Nord finlandesi sono collaborativi e gli italiani e quei mezzi falliti di ciprioti invece sono dei maleducati su cui non si può fare affidamento. Parliamo della stessa Cipro in cui le banche tedesche e francesi hanno lasciato i loro depositi vincolati al 5% di interesse, casualmente fino a due mesi prima della crisi e del bail-in, operazione di cui nessuno in Europa si è minimamente accorto: poco male, ci sono cose che vanno sottolineate e altre che invece possono passare in cavalleria. 



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